domenica 16 Agosto 2026

Fumo, a Stoccolma Technovation di Pmi, scienza guida rivoluzione

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – La scienza guida la rivoluzione di un mondo che sta dando addio alle puntando a far passare i ‘vecchi’ fumatori a prodotti senza combustione(‘nicotine pouches’ o bustine di nicotina – contenenti nicotina e aromi, ma senza tabacco, che rappresentano l’evoluzione dello snus svedese, e-cig e dispositivi a tabacco riscaldato come iQOS di Pmi). Il processo di evoluzione è iniziato già da diversi anni e vede alcuni Paesi – come il Regno Unito o la Svezia – camminare spediti nell’offrire a chi vuole smettere con le ‘bionde’ prodotti senza combustione, in continua evoluzione grazie alle nuove tecnologie. Su queste basi si è aperto a Stoccolma ‘Technovation-smoke free’, evento di Philip Morris International (Pmi) ispirato all’evoluzione della tecnologia e dell’innovazione. Sono 136 i giornalisti da tutto il mondo accreditati. L’evento vede tra i relatori, oltre a figure di primo piano di Pmi, esperti del settore, ricercatori e che lavorano da anni nel campo della riduzione del danno da fumo. 

Ad aprire i Tommaso Di Giovanni, vice Communications and Engagement di Pmi: “L’innovazione deve lavorare con i comportamenti umani, non contro di essi. Questo modo di pensare è ciò che permette all’innovazione di avere un vero impatto. Spesso i governi ci mettono anni per capire l’impatto delle innovazioni – ha spiegato Di Giovanni, citando il caso delle cinture di sicurezza per le macchine – approvarle e renderle operative per i cittadini. Sta accadendo con la sintetica, la guida automatica delle auto, i dispositivi i indossabili che monitorano i parametri vitali; allo stesso modo è accaduto con le innovazioni come i dispositivi a tabacco riscaldato, le e-vapor o le nicotine pouches. Dal 2008 Pmi ha investito 16 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo per i nuovi dispositivi senza combustione. E ha assunto più di 1.600 tra ricercatori e ingegneri”. “Oggi più di 1 miliardo di persone fumano ancora nel mondo – ha aggiunto Di Giovanni – per questo dobbiamo farci guidare dall’innovazione e dalla scienza per dare risposte e mettere finalmente la sigaretta in un museo”.  

Uno dei temi affrontati durante l’ è stato anche l’impatto di questi nuovi dispositivi sui giovani e come Pmi lavora per affrontare questo tema. A rispondere sono stati Christos Harpantidis, Group Chief Corporate Affairs Officer di Pmi, e Nick Ricketts, Swedish Match AB e President Oral Products di Pmi. Entrambi hanno rimarcato il lavoro che l’azienda mette in campo “per formare e monitorare i propri rivenditori” e sensibilizzarli su eventuali abusi. Inoltre, su questo fronte Pmi sta costruendo anche “alleanze con le istituzioni nei Paesi dove è possibile”.  

La sessione scientifica ha confrontarsi Karl Fagestrom, professore emerito ed esperto di riduzione del danno da tabacco; Brad Rodu, Brad Rodu, Professor Emeritus at the University of Louisville and Leading Tobacco Harm Reduction Researcher (Usa); Gizelle Baker, vice presidente Scientific Affairs di Pmi. “Ho visto tanti pazienti ammalarsi di tumore e ho visto gli effetti quando hanno smesso presto – ha detto Rodu – Chi non fuma ha una aspettativa di vita di 80,96 anni, chi usa prodotti senza combustione ha 80,92 anni e chi fuma di 76 anni. E’ chiaro che la differenza tra i primi due non è così lontana e dimostra l’efficacia dei nuovi dispositivi”. I dati di Rodu arrivano da un suo studio pubblicato su ‘Nature’ nel 1994.  

Il medico ha ricordato anche il caso svedese sui dati del tumore al polmone, tra i più bassi in Unione europea, collegato al che la Svezia negli ultimi 30 anni è riuscita ad avere la minor prevalenza di fumatori in Ue, poco sopra al 5% della popolazione (in Europa siamo al 29%), e di malattie legate al consumo di sigarette tradizionali. E’ negli ultimi 20 anni che c’è stato il dello ‘snus’. Oggi le nicotine pouches vengono vendute in diversi mercati. La Svezia intanto è l’unico dei Paesi Ue ad aver quasi azzerato i ‘vecchi’ fumatori. “Una scelta del governo svedese è stata quella di alzare le tasse sulle sigarette e abbassarle sullo snus. Questo ha aiutato ad avere i dati che oggi ha la Svezia sulla riduzione dei fumatori”, ha chiosato Fagestrom. “Non è proibendo i nuovi dispositivi che si eviterà l’accesso al fumo, ma gestendo questo fenomeno”, ha concluso Rodu. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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