(Adnkronos) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni in visita a Niscemi oggi per la terza volta. Visita, istituzionale, legata all’emergenza causata dalla frana del 25 gennaio scorso che ha colpito la città siciliana. La premier, accompagnata dal capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano, ha partecipato a una riunione operativa in municipio con le autorità locali e i tecnici impegnati nella gestione dell’emergenza.
“Io sono venuta qui la prima volta il 28 gennaio, poi sono tornata il 26 febbraio. Avevo promesso che qui non si sarebbe ripetuto quello che era accaduto dopo la frana del ’97, cioè la vergogna insostenibile di risarcimenti che sono arrivati addirittura dopo decenni”, ha detto la premier aggiungendo: “Io ero rimasta abbastanza colpita quando ho letto che dopo la frana del ’97 ci sono voluti 27 anni per approvare un progetto di consolidamento, al quale poi comunque non erano seguiti grandi fatti concreti, e che addirittura alcuni degli indennizzi erano arrivati nel dicembre 2025. Capisco quindi un certo scetticismo nei confronti delle istituzioni e dello Stato centrale e mi piacerebbe raccontare una storia diversa. Mi pare che stiamo provando a raccontare una storia diversa”.
“Qui stiamo cercando di accelerare le risposte. Chiaramente il nostro lavoro non finisce oggi, non finisce qui, però stiamo cercando di dimostrare che in meno di quattro mesi stavolta abbiamo fatto quello che in altri tempi non è stato fatto in più di sette anni. Quindi le cose possono cambiare, non siamo eternamente destinati a rivivere gli errori del passato. Non c’è niente che dobbiamo dare per scontato”, ha detto la presidente del Consiglio
Nel corso della riunione operativa, secondo quanto riferito in una clip diffusa dalla presidenza del Consiglio, la premier ha richiamato “la complessità tecnica e geologica enorme” della situazione, sottolineando la necessità di proseguire il lavoro sui contributi e sugli interventi per “ristrutturare e rendere abitabili ulteriori immobili”. Meloni ha inoltre ricordato il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri e convertito in legge dal Parlamento a fine aprile, evidenziando che “non c’è niente che dobbiamo dare per scontato” e che “c’è ancora molto” da fare.
“Noi domani abbiamo un altro Consiglio dei ministri in cui vorremmo licenziare due programmi, ciascuno del valore di 75 milioni di euro, per un totale quindi di 150 milioni. Il primo programma riguarda la messa in sicurezza del territorio, il secondo riguarda il tema degli indennizzi ai proprietari di case. Il programma che riguarda la messa in sicurezza del territorio è stato predisposto dal prefetto Ciciliano sulla base dell’analisi scientifica che è stata condotta dal Dipartimento della Protezione civile”, ha annunciato quindi.
“Il secondo programma che il governo vuole licenziare domani serve a riconoscere i contributi ai proprietari degli immobili che sono crollati o che sono stati sgomberati, che sono dichiarati inagibili e che quindi non possono più essere utilizzati, non possono essere ristrutturati o ricostruiti”, ha spiegato.
“I contributi – ha spiegato la presidente del Consiglio – possono essere utilizzati da chi ne ha diritto per tre scopi: comprare una casa già esistente; acquistare un’area edificabile e realizzare una nuova abitazione in una zona idonea a Niscemi o nei comuni limitrofi; ristrutturare e rendere abitabili ulteriori immobili, sempre a Niscemi o nei comuni limitrofi, che sono già nella disponibilità di chi ha diritto al contributo”.
“Questo programma prevede, come dicevamo, uno stanziamento di 75 milioni di euro. Al momento la stima che noi abbiamo per i contributi è di poco più di 50 milioni di euro, mentre il resto sarà utilizzato per ulteriori esigenze”, ha aggiunto sottolineando: “Qui non c’è stato un terremoto, però noi vogliamo gestire le macerie come se questo fosse un terremoto, con le tecniche chiaramente più moderne e quindi anche con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale e alla cura del territorio”.
“Mi pare che, rispetto a quello che abbiamo visto dopo il 1997, quando ci sono voluti sette anni per fare un piano di messa in sicurezza del territorio e gli indennizzi si stavano ancora dando nel 2025, aver portato e portare in Consiglio dei ministri, in meno di quattro mesi, tutto quello che tecnicamente e concretamente serve per rispondere ai cittadini sia un grande passo in avanti”, ha evidenziato Meloni. “Per questo devo ringraziare ovviamente il sindaco ma anche e soprattutto il commissario straordinario, dottor Ciciliano, perché mi pare che sia stato fatto un lavoro molto importante”, ha aggiunto.
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