domenica 31 Maggio 2026
Smartphone ph Pixabay

Lo smartphone ai bambini fa questo al cervello: la scoperta

Scopri come l'uso precoce dello smartphone ai bambini stia spingendo medici e istituzioni a richiedere interventi immediati e regole severissime per proteggere la salute dei più giovani

Da Giuseppe Rosso
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Consegnare uno smartphone a un bambino in età troppo precoce non è soltanto una scelta educativa discutibile: può incidere concretamente sullo sviluppo cerebrale. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di riconoscere che il quando è importante quanto il come. Il cervello infantile resta in una fase di crescita decisiva fino ai 14 anni, risultando particolarmente esposto agli effetti di una stimolazione digitale intensa. In questo periodo si costruiscono attenzione, controllo degli impulsi e regolazione emotiva, funzioni che possono essere compromesse da un uso precoce e massiccio degli schermi. Gli studi evidenziano una riduzione della materia bianca nei bambini molto esposti ai dispositivi, con ricadute sulle competenze linguistiche e sull’alfabetizzazione.

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù consiglia di evitare lo smartphone prima dei 12 anni, mentre la Società Italiana di Pediatria — in linea con l’Associazione Americana di Pediatria — raccomanda di non esporre i bambini a smartphone e tablet prima dei due anni, durante i pasti e prima del sonno. Superata questa fase, si suggerisce un massimo di un’ora al giorno fino ai 5 anni e due ore tra i 5 e gli 8 anni.

Effetti su attenzione, sonno e benessere emotivo

Una ricerca recente diffusa dal Ministero della Salute italiano mostra che un utilizzo intensivo dei social media in età infantile è collegato a un calo progressivo dell’attenzione. I bambini che passano oltre due ore al giorno davanti a uno schermo registrano risultati significativamente più bassi nei test di logica e linguaggio. Non si tratta di percezioni, ma di dati concreti che riguardano capacità fondamentali per il futuro.

Dal punto di vista emotivo, l’eccessiva esposizione ai social è associata a un aumento di ansia, depressione e disturbi del sonno. I pediatri rilevano nei bambini con accesso anticipato ai dispositivi problemi comportamentali, difficoltà di apprendimento, frustrazione e ritardi nel linguaggio. Inoltre, un uso eccessivo di internet è legato a modifiche neurobiologiche nelle aree frontali del cervello, responsabili del pensiero critico e della pianificazione.

Il ruolo dei social e l’importanza delle regole

Con l’arrivo dei social media, molti bambini iniziano a cercare approvazione esterna prima di aver costruito una propria identità. Le ricerche indicano che più precoce è l’accesso allo smartphone, peggiore risulta lo stato di salute mentale in adolescenza. La fase della preadolescenza — tra i 10 e i 13 anni — è particolarmente delicata, con una forte esposizione ai meccanismi di confronto tra pari.

Nel novembre 2025 il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che propone di fissare a 16 anni l’età minima per iscriversi ai social media nell’Unione Europea, prevedendo l’accesso dai 13 anni solo con autorizzazione dei genitori. Un segnale istituzionale che evidenzia l’urgenza del tema.

Eliminare completamente la tecnologia non è realistico né utile: la chiave è una gestione consapevole. È importante stabilire regole chiare, come evitare l’uso durante i pasti e prima di dormire, definire orari precisi e tenere i dispositivi fuori dalla camera da letto durante la notte. Anche i genitori dovrebbero dare il buon esempio, limitando l’uso dello smartphone.

La tecnologia non è il nemico. Il vero rischio è l’assenza di limiti in una fase in cui il cervello, ancora in costruzione, ne ha più bisogno che mai.

Leggi anche: Reddito universale: chi saremmo se non dovessimo più lavorare per vivere?

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata