venerdì 14 Agosto 2026

Digitale, Veronese (FiberCop): “Dal connubio di rete e calcolo nascono servizi innovativi”

Di La Sintesi Online
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() – “La rete è in un momento molto rilevante: a fianco alla sua naturale evoluzione tecnologica – più fibra, più sicurezza, più garanzia dell’, più banda – c’è anche tutto quello che poi deve accadere dove la rete finisce, ossia vicino all’origine del dato. Si deve quindi complementare i servizi di rete tradizionali con servizi di elaborazione, dove finisce la connettività comincia il computing. Non intendo riferirmi al cloud, che in questa analogia è dove la rete comincia, ma all’edge computing, cioè la computazione vicino all’utente, dove nasce il dato. Questo è il naturale complemento delle reti e dal connubio di rete e calcolo nascerà la possibilità di creare servizi innovativi”. Ad affermarlo è Fabio Veronese, Chief Information Technology Officer FiberCop, intervenendo oggi a Roma all’edizione 2026 di Telco per l’Italia, durante il panel ‘Wholesale e reti aperte: dal co-investimento servizi data-driven’. 

Investire in questo ambito rappresenta, secondo Veronese, un’occasione rara per il nostro Paese: “Abbiamo dato prova di poca tempestività quando è nato il cloud e adesso è completamente in mano ad americane, poi c’è l’arrivo dell’intelligenza artificiale e dei big data e, di nuovo, è quasi tutto americano, stavolta con una parte rilevante di . Adesso arriverà questa rivoluzione dell’edge computing. Credo che siamo in grado, per una volta, di cavalcarla e di creare un’infrastruttura di calcolo distribuito, sovrana, efficiente, efficace e non costruita da qualcun altro che non appartiene né all’Europa né all’Italia”. 

Al dell’incontro, intitolato ‘La nuova economia delle reti, tra investimenti, sharing ed equilibri di mercato’, l’evoluzione delle reti e dei modelli di sviluppo infrastrutturale, l’efficientamento degli investimenti e la del settore, il ruolo delle tecnologie digitali nella trasformazione delle telecomunicazioni e le nuove strategie per la crescita e la competitività del sistema Paese. 

 

 

“Il cloud è stata una rivoluzione dal successo incredibile ma non ha coperto tutto – spiega Veronese – Esiste ancora del workload che è rimasto ‘a ‘, per esempio per motivi di latenza o di sovranità. Questi esempi si sposano benissimo con l’edge computing perché, essendo vicino al dato, garantisce latenza e se è vicino è implicitamente locale, per cui è sovrano”. 

“C’è poi l’Ai dell’iper automazione agentica, che lascerà un impatto sui processi operativi delle aziende e che permette, con un deployment di piccoli modelli di intelligenza artificiale generativa, di dare servizi di alla produzione, di sorveglianza a fini safety e security, di miglioramento dei processi, che possono funzionare efficientemente solo in locale – conclude Veronese – Questi sono i servizi nuovi che verranno offerti grazie al connubio di reti e di capacità di computazione distribuita”. 

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