mercoledì 15 Luglio 2026

Risparmio, Athora Italia: “Per l’82% delle donne è difficile mettere da parte risorse, pesa l’aumento del costo della vita”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Per l’82% delle donne italiane risparmiare è stato difficile negli ultimi 12 mesi e il 51% del campione femminile afferma di non riuscire ad accantonare risorse perché le assorbono interamente, o addirittura superano, le entrate disponibili. Parallelamente, emerge un progressivo indebolimento della capacità di risparmio delle famiglie italiane. Lo rileva la seconda wave dell’Osservatorio Look to the Future 2026 di Athora , assicurativa del Gruppo Athora. L’indagine, realizzata in collaborazione con Nomisma, evidenzia l’impatto di genere, età e residenza geografica nel determinare l’approccio degli italiani verso il risparmio e gli . Negli ultimi tre anni, tra le principali indicate dagli intervistati figurano l’aumento del costo della vita, la crescita dei consumi, le spese impreviste e la contrazione dei redditi familiari, che hanno progressivamente eroso la possibilità di mettere da parte risorse. Un fenomeno che raggiunge livelli particolarmente elevati tra gli over 55 (95%) e tra i residenti al Sud e nelle Isole (94%). Chi dichiara di mantenere una sostanziale capacità di risparmio, di contro, sono soprattutto gli (54%), i residenti al Nord Italia (55%) e gli under 35 (60%).  

L’80% degli italiani giudica la propria condizione economica almeno sufficiente, in particolare i residenti al Nord (82%). Ma la metà degli italiani ritiene che la liquidità disponibile sia inadeguata rispetto alle proprie esigenze, soprattutto per chi ha un’età compresa tra i 35 e i 54 anni (52%) e tra chi risiede al Sud e nelle Isole (55%). Tra i driver di risparmio indicati come prioritari dagli intervistati, la tutela contro gli imprevisti rappresenta la motivazione principale soprattutto per le donne (25%), i residenti al Sud e nelle Isole (27%) e gli over 55 (25%). La ricerca di una tranquillità economica è indicata in particolare tra le persone più giovani, con età compresa tra i 18 e i 34 anni (25%) e dalle persone che risiedono al Nord Italia (25%). Significative le differenze che emergono negli obiettivi di risparmio. Tra coloro che accantonano per sostenere spese programmate o realizzare progetti, la spesa per viaggi rappresenta la scelta preferita tra le donne (53%) e gli over 55 (48%). E questo obiettivo supera anche l’istruzione dei figli, che si colloca solo al quinto posto, in particolare al Sud e nelle Isole (27%) e tra uomini e donne di età compresa tra i 35 e i 54 anni (24%). 

Emerge, inoltre, come la propensione a lasciare i propri risparmi in forma liquida (conto corrente o contanti) sia particolarmente accentuata tra le donne (64%) e tra i residenti al Sud e nelle Isole (68%), segnalando una spiccata preferenza per una sicurezza ‘immediata’. La percezione di complessità continua a rappresentare una barriera all’ tra coloro che accantonano risorse ma non investono: il 28% delle donne e il 29% degli under 35 considera i prodotti di investimento troppo difficili da comprendere, un elemento che ne limita l’accesso e ne frena l’adozione.  

Tra i risparmiatori che investono, prevale un approccio graduale, con una preferenza per i Pac (piani di accumulo) che risultano diffusi soprattutto tra gli under 35 (46%) e gli abitanti del Centro (42%). In particolare, tra coloro che conoscono le polizze vita a contenuto finanziario, le persone tra i 35 e i 54 anni (52%) e i residenti al Sud e nelle Isole (52%) sono quelli che guardano con maggiore interesse alle polizze vita a contenuto finanziario, manifestando interesse all’acquisto di soluzioni arricchite da garanzie e servizi accessori, come le coperture nel caso di perdita di autosufficienza. 

Sono poi i giovani (59%) quelli che più hanno considerato l’idea di investire almeno una volta negli ultimi 3-4 anni, il più senza raccogliere informazioni. Hanno, dunque, mostrato interesse, così come autonomia nel decisionale. Quanto alle intenzioni future, sono gli uomini e le persone di età compresa tra i 35 e i 54 anni le categorie che mostrano le maggiori probabilità di investire nei prossimi dodici mesi. L’analisi per genere, età e residenza geografica della seconda wave dell’Osservatorio Look to the Future 2026 fa emergere un potenziale ancora ampio, ma caratterizzato da bisogni specifici. Persone e famiglie orientano le proprie scelte di investimento non solo in relazione alla performance, ma soprattutto alla protezione e alla sicurezza, privilegiando strumenti che consentano gradualità, controllo e flessibilità. 

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