giovedì 27 Agosto 2026
Sigfrido Ranucci. Foto: ANSA/Rai

Rai sospende le repliche di Report. Ranucci: «Pretesto vergognoso»

Viale Mazzini cambia il palinsesto estivo «in attesa che si faccia piena chiarezza sulla vicenda che vede coinvolto il conduttore». Duro il commento dei componenti della Vigilanza del M5s: «Un'indegna ritorsione»

Di Redazione
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La Rai ferma le repliche estive di Report. La decisione fa seguito all’inchiesta sull’attentato subito da lo scorso ottobre e all’iscrizione nel registro degli indagati di , imprenditore ed ex editore, indicato dagli investigatori come presunto mandante. La nuova stagione del programma, prevista da novembre, resta confermata.

La nota della Rai

La Direzione Approfondimento ha motivato lo stop come una misura cautelativa, legata alla delicatezza della vicenda giudiziaria che coinvolge il conduttore. Nel comunicato, la Rai scrive: «In attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Sigfrido Ranucci la Rai ha ritenuto opportuno sospendere cautelativamente la in onda delle repliche estive della trasmissione televisiva Report, a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico».
L’azienda ha precisato che la sospensione riguarda le puntate d’archivio previste per l’estate e non la programmazione futura. La nuova stagione di Report dovrebbe quindi andare in onda regolarmente a partire da novembre.

La replica di Ranucci

La reazione del conduttore non si è fatta attendere: «Apprendo con sconcerto e con preoccupazione per l’informazione tutta che la Rai ha deciso di utilizzare il pretesto delle vergognose congetture, assurde, che sono state veicolate nelle ultime ore da alcune dichiarazioni politiche e da alcune ricostruzioni giornalistiche, per sospendere le repliche estive di puntate di inchiesta di Report già trasmesse», ha dichiarato Ranucci. Il pretesto a cui il giornalista fa riferimento è il presunto intento di Valter Lavitola di usare l’attentato per promuovere la discesa di Ranucci nell’agone politico. Ricostruzione al momento del tutto carente di elementi probanti, e che Ranucci nega recisamente.

M5s: «Scelta che ha il gusto acre della ritorsione»

A fianco di Ranucci si schiera il M5s: «La Rai parla di “ragioni cautelari” alla base della sospensione delle repliche di Report. Bene: quali, esattamente? Cosa state tutelando? Qual è il rischio, qual è il pericolo che ci sarebbe trasmettendo le repliche?», chiedono i componenti dimissionari della commissione di Rai. Questa decisione, scrivono, sembra «l’ennesimo tassello di un che da tempo punta a fare fuori Sigfrido Ranucci dalla guida di Report. Noi siamo fermamente contrari alla sospensione delle repliche. Che tra l’altro portano in dote sempre ottimi nella landa desolata in cui vogliono trasformare Rai 3». E concludono: «Al momento Ranucci resta una vittima, e tagliare le repliche ha il gusto acre di una indegna ritorsione».

L’inchiesta sull’attentato

Nel frattempo proseguono le indagini su quanto avvenne la sera del 16 ottobre , quando un ordigno rudimentale esplose davanti all’abitazione di Ranucci, a Campo Ascolano, frazione di Pomezia. Non ci furono feriti, ma vennero danneggiati il cancello e le auto parcheggiate davanti alla casa del conduttore.
Nei giorni scorsi quattro persone sono state arrestate nelle province di Napoli e Avellino come presunti esecutori materiali dell’attentato. Poco dopo Lavitola, amico dello stesso Ranucci, è stato iscritto nel registro degli indagati come presunto mandante, con l’accusa aggravata dal metodo mafioso. Allo scopo di ricostruire il movente, i carabinieri hanno sequestrato telefoni, computer e appunti manoscritti trovati nell’abitazione di Lavitola.

Le nuove perquisizioni

Oggi gli inquirenti hanno perquisito anche l’abitazione di Gomes Clesio Tavares, factotum di Lavitola e considerato possibile collegamento tra l’imprenditore e il gruppo che avrebbe piazzato la bomba. La è avvenuta in un del Napoletano, dove l’uomo, che si troverebbe in , vive con la compagna.
Secondo quanto emerge, Lavitola aveva già acquistato un biglietto per l’Africa ed era pronto a lasciare l’Italia. La perquisizione del 4 luglio sarebbe stata accelerata dopo che gli investigatori lo avevano visto uscire di casa con un trolley.

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