domenica 30 Agosto 2026

Iran, dall”intesa’ con gli Usa all’escalation in meno di un mese

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Non è passato neanche un mese. Era il 17 giugno quando veniva diffuso il testo del memorandum d’intesa raggiunto tra e Iran, un documento in 14 punti arrivato dopo settimane di conflitto, passati quasi quattro mesi da quando il 28 febbraio scorso Usa e avviarono operazioni militari contro la Repubblica islamica a cui non ha mancato di rispondere. Ma è di nuovo escalation.  

– 26 giugno: Donald Trump punta il dito contro l’Iran per quella che considera una “folle violazione” della tregua, con l’accusa di aver attaccato un mercantile in transito nello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti effettuano nuovi raid contro obiettivi

– 7 : ancora raid Usa. Il Centcom, il Comando centrale Usa responsabile per le attività militari nella regione, conferma di aver colpito “più di 80 obiettivi” iraniani in risposta agli “ultimi attacchi dell’Iran contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz”. I Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, rivendicano di aver preso di mira siti militari Usa in Bahrein e Kuwait. 

– 8 luglio: incontrando i giornalisti ad , a margine del summit della Nato, Trump dichiara che il cessate il fuoco con l’Iran “per quanto mi riguarda, è finito”, perché “sono feccia”. 

– 11 luglio: il Centcom conferma che in “tre notti” di operazioni le forze Usa hanno colpito “più di 300 obiettivi” per “ridurre le capacità dell’Iran di attaccare civili e navi mercantili in transito nello Stretto” di Hormuz. 

– 12 luglio: il Centcom riferisce di nuovi raid. Il comunicato spiega che sono stati colpiti obiettivi, decine di obiettivi, in varie zone della Repubblica islamica utilizzando “munizioni di precisione” per “ridurre le capacità dell’Iran di continuare ad attaccare il traffico marittimo internazionale che passa dallo Stretto di Hormuz”. Impiegati nelle operazioni, è reso noto, “caccia, navi militari, droni d’attacco unidirezionali e droni navali d’attacco unidirezionali per la prima volta”. Il Centcom diffonde anche le immagini della prima operazione con tre droni navali unidirezionali, modello Corsair. La risposta di Teheran prende ancora di mira obiettivi militari Usa nella regione. 

– 13 luglio: il Centcom comunica che sarà riattivato, dalle 22 di questa sera (ora italiana) e su ordine di Trump, il blocco navale che interessa il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani. Il presidente Usa afferma che gli Stati Uniti “diventeranno il guardiano” dello Stretto di Hormuz e che dovrebbero essere “rimborsati”, ricevendo pagamenti per il 20% del valore delle merci trasportate dalle navi che transiteranno da questa rotta strategica. Dopo una giornata in cui si riaccende il fronte yemenita e tornano a galla le tensioni tra il governo riconosciuto dalla comunità internazionale e appoggiato dall’Arabia Saudita e gli Houthi, che da anni Teheran è accusata di sostenere, per l’Iran inizia la terza notte consecutiva di raid Usa. Al conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewitt, Trump indica il sito iraniano di Pickaxe Mountain (Kuh-e Kolang Gaz La, in farsi) come un possibile obiettivo, affermando che gli Stati Uniti potrebbero colpirlo “relativamente presto”. E dallo Studio Ovale poi dice che un con l’Iran è ancora “possibile”. 

– 14 luglio: in caso di attacco a Pickaxe Mountain, la risposta iraniana sarebbe “devastante”, afferma una fonte di alto grado della sicurezza iraniana alla Cnn. Intanto i media iraniani continuano a riferire di esplosioni, anche a Bandar Abbas, città portuale strategica nel sud dell’Iran, e a Bushehr. E il Bahrein accusa nuovamente la Repubblica islamica per nuovi attacchi, mentre i Pasdaran rivendicano di aver preso di mira con missili balistici una base aerea Usa in Giordania. A Roma, nel frattempo, prende il via un nuovo round di negoziati diretti fra Libano e Israele, con la mediazione degli Stati Uniti, un dossier formalmente distinto da quello Usa-Iran, ma che – come lo Yemen – è parte delle difficili dinamiche regionali. 

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