venerdì 28 Agosto 2026
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Norvegia, è morto Harald V: Haakon sale sul trono

Il sovrano norvegese si è spento a Oslo dopo oltre trentacinque anni di regno: la famiglia reale affronta una fase segnata dalle vicende Epstein e dal caso Marius Borg Høiby

Di Redazione
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La piange Harald V. Il re è morto venerdì 28 agosto all’età di 89 anni presso l’Ospedale universitario di Oslo, dove si trovava da giorni per gravi problemi di salute. Il Palazzo reale ha comunicato che il sovrano si è spento serenamente alle 6:35 del mattino. La notizia ha immediatamente aperto una nuova fase per la monarchia norvegese e ha portato sul trono il figlio Haakon, 53 anni, che già negli ultimi giorni aveva assunto il ruolo di reggente mentre le condizioni del padre peggioravano.

La scomparsa di Harald V conclude un regno durato più di tre decenni e lascia un vuoto profondo in una società che aveva associato alla sua figura un’immagine di monarchia moderna, vicina alla popolazione e capace di mantenere un forte legame con le istituzioni democratiche. Il primo ministro ha ricordato il sovrano con parole di grande riconoscenza: “Un’intera nazione è in lutto e il popolo norvegese nutre un profondo senso di gratitudine per la lunga dedicata al servizio della Norvegia”. Il governo ha inoltre annunciato una riunione straordinaria del Consiglio di Stato con il nuovo re.

Haakon diventa re in un momento delicato

Con la morte di Harald V, Haakon assume il ruolo di re Haakon VIII e inaugura una nuova pagina della storia della monarchia norvegese. Il passaggio arriva dopo mesi nei quali il principe ereditario ha progressivamente assunto una parte crescente degli impegni istituzionali del padre. La non rappresenta soltanto un cambio generazionale: il nuovo sovrano dovrà anche guidare la famiglia reale attraverso una fase particolarmente complessa sul piano dell’immagine pubblica.

Accanto a Haakon ci sarà Mette-Marit, che con l’ascesa del marito assume il ruolo di regina. Proprio le vicende che hanno coinvolto la coppia negli ultimi anni rendono la successione più delicata. Documenti pubblicati negli Stati Uniti hanno mostrato contatti tra Mette-Marit e Jeffrey Epstein negli anni successivi alla condanna del finanziere statunitense. La futura regina ha riconosciuto i contatti e ha espresso rammarico per quella frequentazione, mentre la vicenda ha alimentato un intenso dibattito sulla famiglia reale norvegese.

L’altra crisi che ha colpito la famiglia reale

Alla controversia legata a Jeffrey Epstein si è aggiunto il caso giudiziario di , figlio di Mette-Marit nato da una precedente relazione e quindi figliastro di Haakon. Nel giugno 2026 un tribunale di Oslo lo ha condannato a quattro anni di carcere dopo averlo riconosciuto colpevole di due stupri, violenza domestica e altri reati. I lo hanno invece assolto da altre due accuse di stupro. La vicenda ha attirato un’enorme attenzione mediatica e ha aumentato la pressione sulla monarchia proprio alla vigilia del cambio di sovrano.

La morte di Harald V arriva quindi mentre la famiglia reale deve affrontare una fase nella quale la popolarità personale del sovrano uscente convive con le difficoltà che coinvolgono alcuni suoi familiari. Il nuovo re dovrà difendere la credibilità dell’istituzione senza rinunciare alla linea di apertura che ha caratterizzato la monarchia norvegese negli ultimi decenni.

Un re nato in Norvegia e cresciuto durante la guerra

Harald V nacque il 21 febbraio 1937 nella residenza di Skaugum. La sua infanzia coincise con uno dei periodi più drammatici della storia europea. Nel 1940 l’invasione nazista costrinse la famiglia reale norvegese a lasciare il Paese. Il giovane principe raggiunse gli Stati Uniti insieme alla madre e alle sorelle e trascorse parte dell’infanzia a Washington. Il presidente Franklin D. Roosevelt offrì alla famiglia un’accoglienza che garantì al piccolo principe sicurezza durante gli anni della guerra.

Nel 1945 Harald tornò in Norvegia e intraprese un percorso destinato a rompere diverse consuetudini della famiglia reale. Frequentò infatti una scuola pubblica norvegese, una scelta significativa per l’epoca, e costruì nel tempo un rapporto particolarmente diretto con la società. La sua formazione e le sue esperienze contribuirono a creare l’immagine di un monarca meno distante rispetto alla tradizione aristocratica europea.

La scelta di Sonja che cambiò la monarchia

Uno dei momenti più importanti della vita di Harald V riguarda la lunga relazione con Sonja Haraldsen. I due si conobbero nel 1959 e mantennero per anni un rapporto lontano dai riflettori, anche perché Sonja non apparteneva a una famiglia reale o nobiliare. Il matrimonio di un erede al trono con una donna borghese rappresentava allora una scelta tutt’altro che scontata e provocò un acceso confronto sulla futura direzione della monarchia.

Harald difese la propria scelta anche di fronte alle perplessità del padre, re Olav V. Il giovane principe fece capire che, senza il consenso alle nozze, avrebbe preferito restare celibe. Dopo le consultazioni con il governo e con i vertici parlamentari, Olav V concesse il proprio consenso. Harald e Sonja Haraldsen si sposarono il 29 agosto 1968 nella cattedrale di Oslo. Quel matrimonio rappresentò una svolta simbolica e contribuì a rafforzare l’immagine di una monarchia capace di adattarsi ai della società.

Oltre trent’anni al servizio della Norvegia

Harald V salì al trono nel 1991 dopo la morte di Olav V. Nel corso del suo regno attraversò trasformazioni profonde della società norvegese e affrontò momenti di grande dolore nazionale. Dopo gli attentati del 22 luglio 2011 mostrò una particolare vicinanza alla popolazione e cercò di rappresentare un Paese unito davanti alla tragedia. Il suo stile personale, spesso sobrio e diretto, gli consentì di mantenere nel tempo un rapporto molto con i .

Il sovrano dovette però affrontare anche numerosi problemi di salute. Nel 2003 affrontò un intervento per un tumore alla vescica e nel 2024 ricevette un pacemaker dopo una grave infezione. Nel 2026 la sua salute peggiorò ulteriormente. Il 17 agosto entrò all’Ospedale universitario di Oslo per una malattia del sangue e nelle ultime ore la situazione divenne estremamente grave. Nonostante le difficoltà, Harald aveva sempre escluso l’ipotesi di abdicare, ribadendo il valore del giuramento prestato al momento dell’ascesa al trono.

La fine di un’epoca e l’inizio del regno di Haakon

Con la morte di Harald V termina una lunga stagione della monarchia norvegese. Il Paese conserva una figura simbolica che per decenni ha rappresentato continuità, apertura e vicinanza alla popolazione. Ora tocca a Haakon VIII raccogliere quell’eredità e affrontare un contesto diverso, nel quale la famiglia reale deve rispondere a interrogativi sempre più pressanti sulla propria credibilità.

La Norvegia si prepara dunque a salutare il suo re e ad accogliere il nuovo sovrano. Harald V lascia il trono dopo oltre trent’anni e lascia alla storia una monarchia profondamente diversa da quella che aveva ereditato dal padre. Haakon apre ora una nuova fase, mentre il Paese osserva con attenzione il primo passo del nuovo regno e il futuro di una famiglia reale chiamata a riconquistare equilibrio e in un momento particolarmente difficile.

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