Una missione riservata nel cuore della Russia, mentre la guerra in Ucraina torna a mostrare segnali di escalation. Secondo il Wall Street Journal, il direttore della Cia John Ratcliffe sarebbe andato a Mosca per trasmettere al Cremlino un messaggio preciso: non attaccare i Paesi della Nato. La visita, la prima di Ratcliffe nella capitale russa di cui esista un riscontro pubblico, è stata definita dal presidente americano Donald Trump una missione «di semi routine». Ma dietro l’incontro, secondo fonti citate dal quotidiano americano, ci sarebbero nuove valutazioni dell’intelligence statunitense.
Il timore di un test sulla Nato
Washington teme che Vladimir Putin, presidente della Russia, possa tentare nei prossimi anni di mettere alla prova la determinazione dell’Alleanza Atlantica con un’azione militare limitata. Lo scenario ipotizzato dagli analisti americani non sarebbe necessariamente quello di una guerra aperta contro la Nato. Potrebbe trattarsi di un attacco cyber o di una piccola incursione terrestre, con particolare attenzione ai Paesi baltici. L’obiettivo sarebbe verificare quanto gli Stati Uniti e gli alleati europei siano realmente disposti a intervenire. Un calcolo che, secondo il Wall Street Journal, potrebbe essere influenzato anche dalla disponibilità di munizioni occidentali, ridotta dopo il loro largo impiego nel conflitto in Iran.
Bloomberg: rischio di nuova escalation in Ucraina
A rendere ancora più delicato il quadro è un’altra indiscrezione, questa volta riportata da Bloomberg. Secondo tre fonti vicine al Cremlino, Putin starebbe valutando una nuova escalation militare contro l’Ucraina, anche con l’impiego di missili balistici e, nello scenario più estremo, di armi nucleari tattiche. L’ipotesi non equivale alla conferma di un piano operativo, ma segnala il livello di allarme che circonda il conflitto. Mosca potrebbe puntare soprattutto sulle infrastrutture energetiche ucraine alla vigilia dell’inverno, nel tentativo di aumentare la pressione su Kiev.
La diplomazia si è fermata
Sul fronte diplomatico, intanto, i negoziati sembrano essersi nuovamente arenati. La posizione del Cremlino sulla proposta di pace sostenuta da Kiev e dagli Stati Uniti avrebbe contribuito allo stop dei colloqui. Anche la prevista attività dei mediatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner è stata cancellata. Sul terreno, nel frattempo, l’Ucraina continua a colpire con i droni obiettivi in territorio russo, comprese infrastrutture energetiche e militari.
Trump minimizza, Mosca smentisce
Trump continua però a ridimensionare la portata della missione di Ratcliffe. In un’intervista a Glenn Beck ha spiegato che il direttore della Cia si trovava in Russia per una questione «di semi routine», aggiungendo che l’obiettivo americano resta «porre fine alla guerra». Il Cremlino, attraverso il portavoce Dmitry Peskov, ha confermato i colloqui di Ratcliffe con esponenti dei servizi russi, ma ha negato un incontro con Putin. Resta così una domanda: Ratcliffe è andato a Mosca per una normale missione diplomatica o per consegnare a Putin un avvertimento riservato? Se davvero Washington teme un salto di livello del conflitto, le prossime mosse sul campo potrebbero fornire la risposta.
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