La benzina torna a dividere la maggioranza. Ma questa volta il pieno di tensione non è soltanto alla pompa: è dentro il governo. Lo scontro sugli extraprofitti mette una di fronte all’altra Lega e Forza Italia, con il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, che boccia senza appello l’ipotesi di nuove tasse. Dal Meeting di Rimini Tajani alza il muro: «Sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extraprofitto, di tasse». Il leader azzurro preferisce parlare di un contributo concordato con le aziende del settore, ma non vuole sentir parlare di «extraprofitti», una parola che, dice, «mi sa molto da Unione Sovietica».
Borghi sfida gli azzurri
La risposta della Lega arriva dal senatore Claudio Borghi, esponente del Carroccio e vicino al segretario Matteo Salvini. Il ragionamento è opposto: per la Lega il problema è evitare che il conto finisca ancora una volta sui cittadini. Borghi ricorda che anche le accise sono tasse e pone una scelta precisa: «O si fa più deficit» oppure si interviene sulle accise o sugli «enormi e anomali profitti delle banche». Una replica che suona come una vera sfida politica a Forza Italia. Il tema, del resto, è stato rilanciato proprio dal vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini, segretario federale della Lega, che ha sostenuto la possibilità di un contributo a carico degli istituti di credito per ridurre il peso delle accise.
Meloni osserva, l’opposizione attacca
Nel mezzo resta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ed è proprio il silenzio della premier a diventare un bersaglio per le opposizioni. La segretaria del Partito democratico Elly Schlein accusa il governo di mettere in scena «l’ennesimo atto del teatro dell’assurdo»: Salvini dice una cosa, Tajani l’opposto e Meloni, secondo la leader dem, resta in silenzio mentre il costo dei carburanti continua a pesare su famiglie e imprese. Anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte attacca Palazzo Chigi, definendo insufficienti gli interventi sui prezzi dei carburanti e accusando il governo di «pavidità».
Il secondo fronte: il risiko bancario
Lo scontro tra Lega e Forza Italia non si ferma agli extraprofitti. Sul tavolo c’è anche il risiko bancario. Salvini ha definito «molto interessante» la proposta dell’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, sulle operazioni che coinvolgono Banco Bpm e Banca Generali. Tajani, invece, prende le distanze: «Io sono per il libero mercato». Il governo, sostiene il leader di Forza Italia, non deve intromettersi nelle operazioni bancarie: deve fissare le regole e verificare che vengano rispettate. È qui che lo scontro diventa più politico. Da una parte la Lega, che rivendica un intervento per alleggerire il peso sui cittadini; dall’altra Forza Italia, che difende mercato e imprese e guarda con sospetto a qualsiasi forma di prelievo straordinario. La benzina, insomma, è soltanto la miccia. Sotto c’è una partita molto più grande: chi detta la linea economica della maggioranza.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





