giovedì 27 Agosto 2026
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La benzina spacca la maggioranza. Tajani contro Salvini: “Extraprofitti? Sa di Unione Sovietica”

Il leader di Forza Italia «Quando sento la parola tasse, mi viene l’orticaria». La Lega replica con Borghi: «L’unica cosa che non va è tassare i cittadini». Nel governo è scontro anche sul ruolo delle banche e sulle risorse per ridurre il peso delle accise

Di Redazione
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La benzina torna a dividere la . Ma questa volta il pieno di tensione non è soltanto alla pompa: è dentro il governo. Lo scontro sugli extraprofitti mette una di fronte all’altra e Forza Italia, con il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio , segretario di Forza Italia, che boccia senza appello l’ipotesi di nuove tasse. Dal Meeting di Rimini Tajani alza il muro: «Sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extraprofitto, di tasse». Il leader azzurro preferisce parlare di un contributo concordato con le aziende del settore, ma non vuole sentir parlare di «extraprofitti», una parola che, dice, «mi sa molto da Unione Sovietica».

Borghi sfida gli

La risposta della Lega arriva dal senatore Claudio Borghi, esponente del Carroccio e vicino al segretario Matteo Salvini. Il ragionamento è opposto: per la Lega il problema è evitare che il conto finisca ancora una volta sui cittadini. Borghi ricorda che anche le accise sono tasse e pone una scelta precisa: «O si fa più deficit» oppure si interviene sulle accise o sugli «enormi e anomali profitti delle banche». Una replica che suona come una vera sfida politica a Forza Italia. Il tema, del resto, è stato rilanciato proprio dal vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Matteo Salvini, segretario federale della Lega, che ha sostenuto la possibilità di un contributo a carico degli istituti di credito per ridurre il peso delle accise.

Meloni osserva, l’opposizione attacca

Nel mezzo resta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ed è proprio il silenzio della premier a diventare un bersaglio per le opposizioni. La segretaria del Partito democratico accusa il governo di mettere in scena «l’ennesimo atto del teatro dell’assurdo»: Salvini dice una cosa, Tajani l’opposto e Meloni, secondo la leader dem, resta in silenzio mentre il costo dei carburanti continua a pesare su famiglie e imprese. Anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe attacca Palazzo Chigi, definendo insufficienti gli interventi sui prezzi dei carburanti e accusando il governo di «pavidità».

Il secondo fronte: il risiko bancario

Lo scontro tra Lega e Forza Italia non si ferma agli extraprofitti. Sul tavolo c’è anche il risiko bancario. Salvini ha definito «molto interessante» la proposta dell’amministratore delegato di , Luigi Lovaglio, sulle operazioni che coinvolgono Banco Bpm e Banca Generali. Tajani, invece, prende le distanze: «Io sono per il mercato». Il governo, sostiene il leader di Forza Italia, non deve intromettersi nelle operazioni bancarie: deve fissare le regole e verificare che vengano rispettate. È qui che lo scontro diventa più politico. Da una parte la Lega, che rivendica un intervento per alleggerire il peso sui cittadini; dall’altra Forza Italia, che difende mercato e imprese e guarda con sospetto a qualsiasi forma di straordinario. La benzina, insomma, è soltanto la miccia. Sotto c’è una partita molto più grande: chi detta la linea economica della maggioranza.

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