giovedì 27 Agosto 2026
Giorgia Meloni e Zelensky

Così il governo Meloni manda in segreto le armi a Kiev

L’Italia prepara un nuovo pacchetto di aiuti militari per l’Ucraina: batterie contraeree e radar. L’operazione, finanziata dall’Ue, punta a rafforzare lo scudo antimissile di Zelensky

Di Redazione
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La guerra entra nei programmi della Difesa italiana, ma senza passare dal palcoscenico della politica. Mentre ufficialmente si parla soprattutto di generatori e aiuti alla popolazione, il prepara per Kiev una nuova fornitura di sistemi antimissile. Il pacchetto dovrebbe confluire nel tredicesimo Decreto Aiuti e nasce dall’intesa con per rafforzare rapidamente la protezione delle città ucraine.

Quattro batterie per Kiev

Il cuore del piano sono quattro batterie NG, la versione più avanzata del sistema sviluppato da Italia e Francia. A queste si aggiungeranno sette a grande raggio: sei prodotti da Thales e uno da Leonardo. Una rete destinata a intercettare , droni e altri ordigni russi, riducendo la dipendenza dai Patriot americani.

Gli Aster presi dagli arsenali

Per rendere operativo subito lo scudo serviranno però le munizioni. Roma sarebbe pronta a prelevare una prima partita di intercettori Aster 30 dalle scorte delle proprie forze armate e a inviarla in Ucraina entro ottobre. Parigi farà qualcosa di analogo, anticipando due batterie che verranno poi ricostituite con i sistemi usciti dalle fabbriche.

Fabbriche anche in Ucraina

Il progetto guarda però oltre l’emergenza. Italia e Francia intendono autorizzare la produzione degli Aster 30 direttamente in Ucraina. Un passaggio strategico che permetterebbe a Kiev di costruire sul proprio territorio parte degli armamenti necessari alla difesa antimissile. I primi contratti potrebbero arrivare già entro settembre.

Tre , soldi europei

Il valore complessivo dell’operazione dovrebbe sfiorare i tre miliardi di euro e sarebbe coperto dai finanziamenti europei destinati all’Ucraina. Le nuove forniture, comprese quelle di produzione, dovrebbero essere operative entro il 2027. Il risultato sarebbe uno scudo italo-francese composto da sei batterie SAMP/T.

Il fattore politico

Dietro la partita militare c’è però anche quella politica. Tenere il progetto sotto traccia consente al governo di evitare nuove tensioni con la Lega, contraria al sostegno militare a Kiev, e di limitare il peso della concorrenza a destra di Vannacci. Anche per questo il Decreto Aiuti diventa lo strumento ideale per accelerare le procedure e mantenere il massimo riserbo.

Il di

L’Italia si prepara così a fornire uno dei più importanti alla difesa aerea ucraina, mentre la sceglie di non trasformarlo in una bandiera politica. Un sostegno concreto, ma raccontato il meno possibile: la strada italiana verso il futuro scudo antimissile europeo, il progetto Michelangelo Dome.

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