Il caso Mario Roggero apre un nuovo fronte nella maggioranza. Dopo la richiesta di grazia per il gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi, la Lega punta a modificare la legittima difesa, superando proporzionalità e attualità del pericolo. Ma Forza Italia frena, mentre le opposizioni parlano di norma da Far West. È un’altra crepa nel centrodestra, già diviso su preferenze e intercettazioni.
Il ddl della Lega
Il partito di Matteo Salvini ha pronto un disegno di legge, a prima firma del senatore Claudio Borghi, per integrare l’articolo 52 del codice penale. La proposta prevede la non punibilità di «qualsiasi reazione» compiuta nell’immediatezza di un’aggressione armata in casa, in negozio o in un esercizio professionale o imprenditoriale.
Il testo andrebbe oltre l’attuale impianto della legittima difesa. La reazione sarebbe considerata non punibile «indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta». Una norma cucita sul caso Roggero.
Forza Italia prende le distanze
Gli azzurri al momento non sembrano disposti a seguire Salvini. Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, invita alla prudenza: «Leggeremo con attenzione l’annunciata proposta di legge sulla legittima difesa, ma riteniamo che un legislatore scrupoloso non debba assumere decisioni sull’onda emotiva di fatti di cronaca», ha dichiarato. «Lo Stato di diritto richiede norme scritte con equilibrio e ponderazione, destinate a durare, e non estemporanee reazioni a vicende di rilievo mediatico».
Costa consiglia quindi di evitare «fughe in avanti», ricordando che la materia è già stata modificata nelle scorse legislature.
Conte: «Sarebbe il Far West»
Durissima la reazione di Giuseppe Conte. «Il ddl della Lega cancella legittima difesa», afferma il leader del Movimento 5 Stelle. «Se passasse questa norma non esisterebbe più la legittima difesa, esisterebbe il diritto di realizzare una vendetta. Salta la proporzionalità rispetto all’offesa, salta l’attualità, la persistenza dello stato di pericolo».
Per l’ex premier, la proposta cancellerebbe il principio per cui lo Stato ha il monopolio della forza e della giustizia: «Sarebbe il Far West totale. Una follia».
Una maggioranza sempre più divisa
La legittima difesa diventa così l’ennesimo terreno di scontro interno al centrodestra. Nei giorni scorsi Forza Italia aveva già alzato il muro contro gli emendamenti di Fratelli d’Italia sulle intercettazioni, accusati dagli azzurri di riaprire la strada al loro utilizzo «a strascico» in altri processi. Sulla legge elettorale, invece, la maggioranza era andata sotto alla Camera sulle preferenze, con una trentina di franchi tiratori. FdI e Noi Moderati vogliono riproporre il tema al Senato, mentre Lega e Forza Italia restano fredde o contrarie. Ora si apre il confronto, o lo scontro, sulla legittima difesa. E Vannacci è pronto ad approfittarne.
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