giovedì 20 Agosto 2026

Attentato a Ranucci, Lavitola prepara la sua difesa

La difesa di Valter Lavitola prepara il passaggio davanti al Tribunale del Riesame. Gli investigatori continuano ad analizzare i dispositivi elettronici e il rapporto con Sigfrido Ranucci

Di Redazione
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Il caso dell’attentato contro Sigfrido Ranucci resta al centro dell’attenzione giudiziaria e anche oggi, 20 agosto 2026. Al momento non risulta una nuova decisione del Tribunale del Riesame sulla posizione di Valter , ma la si prepara al prossimo passaggio processuale dopo il rigetto della richiesta di sostituire il carcere con gli . La vicenda entra quindi in una fase particolarmente delicata, nella quale le dichiarazioni rese da Lavitola davanti al giudice dovranno confrontarsi con gli elementi raccolti dalla Procura e con gli ulteriori accertamenti ancora in corso.

La confessione e la versione di Lavitola

Valter Lavitola ha ammesso davanti al gip di avere commissionato l’azione contro la casa di Sigfrido Ranucci, ma ha fornito una ricostruzione del movente profondamente diversa da quella sostenuta dagli inquirenti. Secondo la versione dell’ex imprenditore, l’obiettivo non sarebbe quello di provocare un danno al giornalista, bensì quello di aumentare il livello della sua protezione dopo le minacce che Ranucci aveva ricevuto. Lavitola ha inoltre sostenuto di avere chiesto un’azione diversa rispetto all’attentato effettivamente realizzato, parlando di colpi contro il muro dell’abitazione e non di una bomba destinata a colpire direttamente il giornalista.

Questa ricostruzione, tuttavia, non ha convinto il giudice. Il gip ha definito il movente indicato da Lavitola inverosimile e privo di riscontri e ha mantenuto la misura cautelare in carcere. Il giudice ha inoltre evidenziato la permanenza di esigenze cautelari legate, tra gli altri aspetti, al rischio di inquinamento probatorio e al di fuga. La difesa ha quindi deciso di rivolgersi al Tribunale del Riesame, dove Lavitola dovrebbe presentare ulteriori dichiarazioni spontanee e una memoria per chiarire i che la magistratura ha giudicato poco convincenti.

Il nodo della scorta di Ranucci

Uno degli elementi sui quali la difesa punta maggiormente riguarda la protezione assegnata a Sigfrido Ranucci. L’avvocato ha sostenuto che dagli atti emergerebbe una richiesta dello stesso giornalista per ottenere un aumento della scorta. La circostanza, secondo la difesa, potrebbe rafforzare la versione di Lavitola e rendere meno difficile da comprendere la sua spiegazione sull’obiettivo dell’attentato.

La difesa ha inoltre richiamato alcune dichiarazioni attribuite ai presunti esecutori materiali, sostenendo che non avrebbero avuto intenzione di fare del male a Ranucci e che le modalità dell’azione lo dimostrerebbero. Si tratta però di argomenti che dovranno superare il vaglio dei magistrati e trovare riscontri negli altri elementi dell’indagine. Al momento non esiste una decisione giudiziaria che abbia accolto la ricostruzione della difesa come spiegazione definitiva del movente.

Il rapporto personale tra Ranucci e Lavitola

Un altro capitolo centrale dell’inchiesta riguarda il rapporto personale tra Ranucci e Lavitola. I due avevano una conoscenza stretta e frequentavano gli stessi ambienti, un elemento che gli investigatori hanno approfondito insieme alle comunicazioni e alle conversazioni raccolte nel corso dell’indagine. Proprio questo rapporto rende particolarmente complessa la ricostruzione del movente.

Negli atti dell’inchiesta sono emersi anche messaggi nei quali Lavitola parlava a Ranucci di un possibile futuro politico del giornalista. In alcune conversazioni l’ex imprenditore arrivava a prospettare per il conduttore di Report un ruolo politico di primo piano. Secondo l’impostazione accusatoria, questi elementi potrebbero collegarsi all’ipotesi secondo cui l’attentato avrebbe avuto anche la finalità di accrescere la notorietà e il consenso di Ranucci.

Gli stessi atti, però, non hanno stabilito che Ranucci fosse d’accordo con Lavitola. Questo punto assume un’importanza particolare perché separa nettamente la posizione del giornalista da quella dell’indagato. L’inchiesta riguarda il presunto ruolo di Lavitola nell’organizzazione dell’attentato, mentre non emerge allo stato un elemento che dimostri una partecipazione di Ranucci al progetto.

Il nuovo interrogatorio resta sul tavolo

La difesa di Valter Lavitola ha chiesto anche la possibilità di un nuovo interrogatorio. L’obiettivo consiste nel precisare alcuni aspetti delle dichiarazioni già rese davanti al gip e nel fornire una spiegazione più articolata sulle circostanze che hanno preceduto l’attentato. Secondo il legale Arturo Cola, Lavitola avrebbe inoltre riferito di avere parlato con Ranucci dei rischi che il giornalista correva già prima dell’attentato, durante un incontro del settembre 2025.

Questo elemento potrebbe diventare importante nel confronto tra la versione della difesa e quella degli investigatori, ma dovrà trovare conferme negli atti e negli accertamenti della Procura. Gli inquirenti stanno infatti esaminando il contenuto dei dispositivi elettronici sequestrati a Lavitola. L’analisi di telefoni e computer potrebbe fornire nuovi elementi sui rapporti tra le persone coinvolte, sulle comunicazioni precedenti all’attentato e sull’eventuale esistenza di altri contatti o interlocutori.

Ranucci torna in pubblico mentre l’inchiesta continua

Nel frattempo Sigfrido Ranucci ha ripreso gli appuntamenti pubblici legati alla presentazione del suo Il ritorno della casta. Il giornalista è tornato a parlare davanti al pubblico dopo l’arresto di Lavitola e ha affrontato anche le polemiche nate intorno al suo rapporto personale con l’ex imprenditore. Oggi, 20 agosto, Ranucci è atteso ad Asiago per un incontro dedicato al suo libro, mentre un precedente appuntamento previsto a Enego è stato cancellato dopo una lettera minatoria indirizzata contro l’evento.

La vicenda giudiziaria continua quindi a intrecciarsi con la situazione professionale del conduttore di Report. La ha ricevuto la relazione del Comitato Etico sul caso e resta aperta la discussione sul futuro televisivo di Ranucci. Il contenuto della relazione non è pubblico, mentre eventuali decisioni dell’azienda rappresenterebbero un ulteriore sviluppo distinto rispetto all’inchiesta penale.

Il prossimo passaggio sarà il Tribunale del Riesame

Per Lavitola, il passaggio più importante delle prossime settimane sarà dunque il Tribunale del Riesame. La difesa punta a ottenere una modifica della misura cautelare e intende utilizzare nuove dichiarazioni per rafforzare la propria ricostruzione. Dall’altra parte, la Procura continuerà a valutare gli elementi già raccolti e quelli che emergeranno dall’analisi dei dispositivi elettronici e dagli ulteriori interrogatori.

Il punto centrale dell’inchiesta resta il movente dell’attentato. Da una parte Lavitola sostiene di avere agito con l’intenzione di aumentare la protezione di Ranucci; dall’altra, gli investigatori ritengono che questa spiegazione non abbia trovato riscontri sufficienti e continuano a esaminare l’ipotesi di un progetto legato alla crescita della notorietà del giornalista e a un possibile futuro politico. Nessuna delle due ricostruzioni può però considerarsi definitivamente accertata in questa fase.

Il quadro potrebbe cambiare con le prossime attività investigative e soprattutto con le decisioni del Tribunale del Riesame. Per ora Lavitola resta in carcere e l’indagine prosegue senza una conclusione definitiva sul movente. Le prossime dichiarazioni dell’ex imprenditore, insieme agli accertamenti tecnici sui suoi dispositivi e alle verifiche della Procura, potrebbero aggiungere nuovi tasselli a una vicenda che continua a intrecciare rapporti personali, sicurezza, giornalismo investigativo e politica.

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