Nuova mossa nel risiko bancario italiano. Banco Bpm ha proposto a Monte dei Paschi di Siena di avviare un confronto per una possibile aggregazione tra i due istituti. L’obiettivo dichiarato è creare un nuovo grande gruppo bancario nazionale, che diventerebbe il secondo operatore italiano per dimensioni alle spalle di Intesa Sanpaolo.
La proposta di fusione
La decisione è stata approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione di Banco Bpm, che ha inviato a Mps una comunicazione formale per avviare un dialogo sull’aggregazione. La banca guidata da Giuseppe Castagna propone un’operazione sul modello dei cosiddetti merger of equals, una fusione tra pari che, secondo il gruppo milanese, consentirebbe di “preservare il Dna dei due istituti e valorizzarne le rispettive culture”.
La proposta arriverà lunedì sul tavolo del cda di Monte dei Paschi. Per il momento da Siena non sono arrivati commenti ufficiali.
Un gruppo da oltre 50 miliardi
Secondo Banco Bpm, l’operazione darebbe vita a un colosso con una capitalizzazione di mercato superiore ai 50 miliardi di euro e una capacità di generare fino a 6 miliardi di utili annui a regime. Le sinergie complessive stimate superano 1,1 miliardi di euro lordi: oltre 650 milioni deriverebbero dalla riduzione dei costi e circa 450 milioni dall’aumento dei ricavi.
Il nuovo gruppo avrebbe una presenza capillare sull’intero territorio nazionale, diventando il primo operatore per numero di filiali in Lombardia, Veneto e Toscana, con un rafforzamento anche nel Centro e nel Sud Italia. Banco Bpm sostiene inoltre che le maggiori dimensioni consentirebbero di sostenere meglio gli investimenti tecnologici e la concorrenza dei grandi operatori internazionali e delle piattaforme digitali.
Il nodo Mediobanca
La proposta di Banco Bpm arriva in una fase di forte fermento per il sistema bancario italiano, già attraversato negli ultimi mesi da fusioni, acquisizioni e offerte pubbliche. Nelle ultime settimane erano circolate indiscrezioni su possibili mosse di Bper nei confronti di Mps, ipotesi che avrebbe contribuito ad accelerare i tempi dell’iniziativa di Banco Bpm.
L’operazione si intreccia inoltre con il percorso di integrazione tra Mps e Mediobanca, che secondo la banca milanese potrebbe essere sviluppato in modo complementare all’aggregazione, valorizzando le diverse attività specialistiche dei due gruppi. Tra gli asset strategici figura anche la partecipazione in Generali, detenuta attraverso Mediobanca, che Banco Bpm considera un elemento in grado di ampliare le prospettive industriali del futuro gruppo.
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