Il rapporto tra deficit e Pil italiano si ferma al 3,1%, non riesce quindi a scendere sotto la soglia del 3% richiesta dalla Commissione europea. È il verdetto dell’Eurostat, che dunque conferma l’impossibilità di chiudere in anticipo la procedura per disavanzi eccessivi (Edp). Per quanto riguarda il debito pubblico, il Paese si trova al secondo posto con il 137,1%, preceduto dalla Grecia al 146,1% e seguito dalla Francia con il 115,6%.
Il governo però non demorde e conta di uscire dalla procedura entro il 2027, che poi è anche l’anno delle elezioni. Ha quindi inserito l’obiettivo nel Documento di finanza pubblica, sperando di varcare la soglia nell’anno corrente. Per farlo però dovrà tener conto della crisi economica causata dallo shock energetico e dal rallentamento della crescita. Fattori che non contribuiscono certo a contenere il deficit e rimpinguare il Pil. I prossimi dati Eurostat verranno pubblicati tra un anno.
Salta così la speranza dell’esecutivo di attivare la clausola nazionale di salvaguardia, che avrebbe consentito di scindere gli investimenti militari dal calcolo della spesa pubblica e di ottenere i fondi del piano Safe – 14,9 miliardi di prestiti a tassi agevolati, destinati alle spese militari. In linea teorica potrebbe avviarla comunque, ma questo le impedirebbe di liberarsi dell’Edp, in quanto il rapporto deficit/Pil rimarrebbe comunque al di sopra del 3%.
Opposizione: “Meloni comunica bene, ma governa male”
Non si è fatta attendere la reazione dell’opposizione. Il leader del M5s Giuseppe Conte ha prodotto un bilancio dei quattro anni di Governo Meloni, elencando una serie di iniziative rivelatesi poi fallimentari. Dalla sigla al Patto di stabilità, responsabile di tagli “su sanità, scuola, imprese ed energia”, alla scelta di pesare sulle “forze economiche del Paese”, “aumentando le tasse” e raggiungendo una “pressione fiscale da record”. Tutto accompagnato al “crollo della produzione industriale”. Il pentastellato ha inoltre aggiunto: “Il governo tutto tagli e austerità di Giorgia Meloni ha fallito e non ha centrato nemmeno l’obiettivo del 3% deficit/Pil su cui avevano puntato tutto, con quattro manovre lacrime e sangue”.
Lo segue il deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli: “È una sconfitta del governo Meloni”. Ha poi evidenziato che, da parte dell’esecutivo, sono arrivate “politiche economiche drammatiche basate esclusivamente sul rilancio della spesa militare e sul rilancio di alcune infrastrutture assolutamente inutili, pensando al ponte sullo Stretto”. Quando invece avrebbe dovuto investire su “sanità pubblica, pensioni e stipendi”. E dello stesso avviso è il leader di Italia Viva Matteo Renzi: “È una brutta notizia per l’Italia. Giorgia comunica bene, ma governa male. Molto male”.
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