mercoledì 14 Ottobre 2026
Giorgia Meloni

Meloni affonda l’Italia: ultimi per crescita, primi per debito

La Commissione Ue ha diffuso le previsioni economiche per il 2026. Al Belpaese la "maglia nera" d'Europa

Di Maria Vittoria Ciocci
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Nel 2026 l’Italia indosserà la “maglia nera” dell’: con una crescita di appena lo 0,5%, si impantana all’ultimo posto; mentre il debito pubblico in rapporto al Pil cresce fino a 139,2, superando così la Grecia e conquistando – si fa per dire – il primo posto. Le stime diffuse da Bruxelles si scontrano così con la narrazione che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni propone ossessivamente cittadini. In sintesi, la premier racconta un’Italia che non esiste.

Sicuramente il conflitto mediorientale non ha giocato in favore del Paese. Ma le previsioni economiche presentate dalla Ue sono più impattanti di quanto ipotizzato nei mesi scorsi. Il Pil europeo è sceso all’1,1%, con un taglio di 0,3%, e dovrebbe risalire nel 2027 a 1,4%. Tuttavia, la crescita italiana – come anticipato –, si ferma solo allo 0,5%, contrariamente alle prime stime che la davano intorno allo 0,8%. La segue la Germania con lo 0,9% e la Francia con 0,8%. Mentre la crescita in Spagna si attesta al 2,8%.

Inflazione e salari

Tra i nevralgici, anche inflazione e salari. Nel primo caso, su una del 3,1% europea, l’Italia si attesta al 3,2%. Così, come prima conseguenza, gli stipendi perdono potere di acquisto. Inoltre, il tasso di calante non dipende dalla formazione di nuovi posti di lavoro, ma dai cittadini che in gran parte si preparano al pensionamento. Peraltro, al momento, la crescita del Paese si è poggiata sul bonus edilizio e sui del Pnrr.

Purtroppo per l’Italia – e per il Governo Meloni – tutta l’Ue è messa in ginocchio dal conflitto imperversato nel Golfo. A nulla sono serviti quindi gli appelli rivolti alla Commissione di attivare la clausola di salvaguardia per scindere le spese energetiche dal deficit. Il commissario Ue Valdis Dombrovskis ha infatti dichiarato: “Abbiamo un margine di molto più limitato rispetto alle crisi e questo richiede prudenza, soprattutto per i Paesi con un alto debito”. Ergo: l’Italia.

Non dimentichiamo poi che il Belpaese è attualmente soggetto alla Procedura per i disavanzi eccessivi (PDE), poiché il rapporto tra deficit e Pil si è attestato al 3,1%, quindi sopra la soglia massima del 3%. Per questo la maggioranza non può richiedere l’attivazione della clausola di salvaguardia. Un bel pasticcio per la di centrodestra – che nei prossimi mesi dovrà prepararsi alle elezioni del 2027 – ma, ancor di più, per i cittadini italiani.

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