mercoledì 16 Settembre 2026

Bozhinov e il malore in campo durante Juve Stabia-Pisa, Bassetti attacca: “Con afa partite alle 15 rischio per salute”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Partite di calcio alle 15, con temperature torride, non sono una prova di carattere. Sono una scelta che può trasformarsi in un rischio per la salute. Ma davvero dobbiamo aspettare che qualcuno si senta male per capire che così non si può giocare?”. A chiederlo è Matteo Bassetti, Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova, commentando il malore che si è verificato domenica durante Juve Stabia-, terza giornata di Serie B. “Al 40esimo del primo – ricorda Bassetti in un su X – il difensore del Pisa Rosen Bozhinov è crollato a terra, privo di sensi. Sono state riferite anche convulsioni. È stato trasportato in ospedale per accertamenti e, fortunatamente, è stato poi riferito come cosciente. Tra le ipotesi all’origine del malore, una possibile crisi di disidratazione. Non spetta a noi fare diagnosi – puntualizza – Ma una domanda, invece, spetta a tutti: chi decide che è sicuro giocare a calcio in queste condizioni?”. 

 

 

Un “non è una macchina – avverte – È un essere umano sottoposto a uno sforzo fisico enorme, per 90 minuti, sotto il e con temperature elevate. E non ci sono soltanto i giocatori. Ci sono gli , i guardalinee, gli allenatori, i componenti degli e migliaia di persone sugli spalti, spesso esposte per ore a condizioni di estremo. Allora basta con la retorica del ‘si è sempre giocato alle 15’. Il clima è cambiato. Le temperature sono cambiate. E devono cambiare anche le regole”, è il monito dello specialista. 

“I medici dello sport non possono limitarsi a intervenire quando qualcuno crolla. Devono avere voce in capitolo prima che inizi la partita. Se le condizioni climatiche rappresentano un pericolo, devono poter dire chiaramente: ‘Non si gioca’. E chi organizza i campionati deve assumersi la responsabilità delle proprie decisioni. Spostare una partita alle 18, alle 20 o alle 21 non rovina il calcio. Un malore grave, invece, potrebbe rovinarlo per sempre. La domanda non è se una partita possa essere giocata alle 15. La domanda è: quanto deve essere alto il rischio prima che qualcuno decida di fermarsi? Il calcio è uno . La salute non lo è. Prima vengono le persone. Poi il calendario. Poi gli interessi”, conclude. 

salute/sanita

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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