venerdì 11 Settembre 2026

Carburanti, l’allarme del presidente di FederPetroli Italia: “Tra un mese il pieno potrebbe costare 30 euro in più”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Con la situazione di incremento giornaliero dei prezzi alla pompa per benzina e gasolio, tra un mese, se la situazione non dovesse avere freno, saremo costretti a fare un pieno con un costo dal 28 al 32%, circa 30 euro di maggiorazione su un base di automobile”. A dirlo all’Adnkronos è Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, commentando i nuovi rincari.  

“Abbiamo da circa due mesi un -36% sull’erogato diesel sui mezzi pesanti”, continua Marsiglia, che sottolinea: “Le di trasporto hanno cambiato le proprie politiche logistiche a causa del caro gasolio: con la situazione paradossale che già la filiera inizia a essere intaccata e si iniziano a vedere meno prodotti sugli scaffali”. 

“Una situazione insostenibile se si pensa che da novembre 2025 un camion oggi ha un surplus mensile di circa euro 1.100”, conclude. 

 

“Nessun per i clienti in vista perché abbiamo una tariffa amministrata, ma certamente il rischio di ridurre il guadagno costi di gestione”, dice Andrea Teruzzi, presidente Uri (Unione Radiotaxi d’Italia) Milano, commentando l’allarme lanciato all’AdnKronos dal presidente di FederPetroli Italia. 

“Per noi i costi vivi di gestione – spiega all’AdnKronos – sono carburante, manutenzione auto ed eventuali fermi di auto”. “Purtroppo – afferma – da quando è scoppiata la crisi petrolifera l’impatto sul nostro settore si è fatto particolarmente sentire”. “Siamo un servizio pubblico, ma fondamentalmente siamo delle aziende private. Quindi tutto quello che ci piove addosso è comunque a nostro carico”. “Difficilmente – spiega – le istituzioni creano delle agevolazioni per noi”, conclude. 

 

“Dal 3 a oggi, in poco più di 2 mesi, un pieno da 50 litri di gasolio lo paghiamo 14 euro in più in autostrada, 14,75 nella rete stradale, quindi l’allarme lanciato da Federpetroli di una maggiorazione pari a 30 euro non è campata in aria. Certo nessuno può prevedere cosa accadrà domani, ma al ritmo attuale saremo tutti inguaiati”, dice Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, commentando le stime del presidente di FederPetroli Italia. 

“Per questo è irresponsabile non rinnovare gli sconti sulle , che in realtà andrebbero raddoppiati: 30 cent per il gasolio e 15 per la benzina. Purtroppo più si andrà avanti così più ci saranno effetti sugli scaffali e il rischio maggiore è che l’inflazione decolli come nell’ottobre del 2022″, aggiunge. 

 

“Siamo preoccupati, l’aumento del costo dei incide sul potere d’acquisto delle famiglie, diminuendo lo spazio per gli altri consumi, e comunque in generale aumenta i costi”, dice Lino Enrico Stoppani, presidente della Fipe. 

“Qualsiasi aumento sulla filiera dei costi dei fornitori – spiega nel dettaglio Stoppani all’AdnKronos – impatta sull’attività del commercio: il costo di un prodotto è costituito da due elementi, il costo della merce e quello del servizio che sta dietro”. 

“In generale una volta il costo dell’ – conclude Stoppani – era meno rilevante per i pubblici esercizi: adesso è un costo sensibile. Dopo l’affitto e il costo del personale è la struttura dei costi più importante”, conclude. 

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webinfo@adnkronos.com ( Info)

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