giovedì 27 Agosto 2026

Caro carburanti, il governo prepara una nuova proroga

Lo sconto di circa 17 centesimi sul gasolio scade il 26 agosto. Palazzo Chigi valuta un sostegno più selettivo per famiglie e imprese

Di Redazione
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Il caro carburanti torna al centro dell’agenda del governo proprio mentre si avvicina una nuova scadenza per lo sconto sul gasolio. Domani, mercoledì 26 agosto, il Consiglio dei ministri dovrebbe intervenire nuovamente per prorogare per alcuni giorni le misure attualmente in vigore, evitando così che il venir meno del taglio determini un ulteriore aumento immediato del prezzo alla pompa. La decisione arriva dopo una riunione tenuta oggi a Palazzo Chigi da Giorgia Meloni con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia .

Il governo considera però la nuova proroga soltanto una soluzione temporanea. L’obiettivo dichiarato consiste nel guadagnare tempo per costruire un intervento più mirato, destinato soprattutto alle fasce di reddito che hanno maggiore difficoltà a sostenere l’aumento dei costi dell’energia e dei trasporti. Palazzo Chigi vuole quindi superare progressivamente la logica degli interventi generalizzati e concentrare le sulle famiglie e sulle imprese maggiormente esposte al caro carburanti. La misura in scadenza non rappresenta infatti, secondo l’esecutivo, la soluzione definitiva alla crisi dei prezzi.

Lo sconto sul diesel arriva alla nuova scadenza

Il attualmente in vigore garantisce un taglio complessivo di circa 17 centesimi al litro sul gasolio. Il beneficio deriva dalla riduzione dell’accisa e dal conseguente effetto sull’. Il governo aveva inizialmente previsto una durata più breve, ma nelle ultime settimane ha già dovuto intervenire più volte per evitare che l’aumento dei prezzi internazionali del petrolio e la forte domanda legata agli spostamenti estivi ricadessero interamente sugli automobilisti.

L’ultima estensione ha utilizzato il meccanismo delle cosiddette accise mobili, finanziato attraverso il maggior gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi. Il decreto firmato da Giancarlo Giorgetti insieme al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha mantenuto lo sconto anche per il 25 e il 26 agosto, con una copertura di circa 20,8 milioni di euro. Ora il governo deve decidere come evitare un nuovo salto dei prezzi alla scadenza della misura.

Prezzi ancora sopra i due euro al litro

La pressione sui consumatori resta elevata. Le ultime rilevazioni mostrano prezzi del ancora superiori ai due euro al litro in numerose aree della rete italiana. Nei giorni del controesodo, il gasolio ha raggiunto livelli particolarmente elevati, arrivando a superare i 2,20 euro al litro in autostrada. Anche la benzina ha oltrepassato la soglia dei due euro nella della rete stradale nazionale. Il rischio di un ulteriore rincaro alla fine dello sconto rende quindi particolarmente delicata la decisione che il governo dovrà assumere domani.

La situazione pesa non soltanto sugli automobilisti, ma anche sulle attività economiche che dipendono dal trasporto su strada. Autotrasporto, agricoltura, commercio e risentono infatti dell’aumento dei costi energetici, che può trasferirsi progressivamente sui prezzi di numerosi beni e prestazioni. Per questo motivo il governo valuta un intervento che non si limiti al prezzo alla pompa, ma che possa concentrare il sostegno sulle categorie considerate maggiormente vulnerabili.

Il nodo degli extraprofitti energetici

Parallelamente alla discussione sulle accise, il confronto politico si è spostato sulla possibilità di utilizzare una parte degli extraprofitti delle grandi società energetiche per finanziare nuove misure di sostegno. L’Italia, insieme ad altri cinque Paesi europei, ha chiesto un’iniziativa coordinata a livello dell’Unione europea per intervenire sui guadagni straordinari delle compagnie petrolifere. La Commissione europea ha però chiarito che la tassazione degli extraprofitti rientra nelle competenze dei singoli Stati membri, che possono intervenire sulla base delle rispettive legislazioni nazionali.

Il chiarimento europeo ha alimentato lo scontro politico in Italia. La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha chiesto al governo di agire senza attendere un eventuale accordo europeo. «Meloni e Giorgetti passino dalle parole ai fatti», ha sostenuto la leader dem, insistendo sulla necessità di introdurre un prelievo nazionale sugli extraprofitti delle società energetiche. Schlein considera ormai insufficienti le misure temporanee e chiede di utilizzare le risorse ottenute dalle grandi società energetiche per proteggere famiglie e imprese.

La maggioranza cerca una soluzione diversa

All’interno della maggioranza non emerge però una linea univoca sulla tassazione degli extraprofitti. Antonio Tajani ha manifestato cautela rispetto all’ipotesi di introdurre una nuova tassa e ha indicato la possibilità di cercare un accordo con le compagnie petrolifere. Il governo valuta inoltre con attenzione la finanziaria di una nuova proroga generalizzata dello sconto, dopo gli interventi già adottati per contenere il costo dei carburanti durante l’anno.

La partita di domani ruota quindi attorno a due esigenze differenti: evitare nell’immediato una nuova impennata del prezzo del diesel e, nello stesso tempo, costruire una risposta più strutturale al caro energia. Una nuova proroga dovrebbe funzionare come misura ponte, mentre l’esecutivo lavora a un provvedimento maggiormente selettivo. La scelta potrebbe riguardare soprattutto le fasce di reddito più deboli, con l’intenzione di destinare le risorse disponibili a chi affronta con maggiore difficoltà l’aumento dei costi.

La decisione attesa a Palazzo Chigi

Il Consiglio dei ministri di domani rappresenta dunque un passaggio importante, ma non dovrebbe chiudere la questione del caro carburanti. La nuova proroga servirà soprattutto a evitare una brusca interruzione dello sconto e a consentire al governo di definire il successivo intervento. Sul tavolo restano il costo delle accise, l’andamento internazionale del petrolio, le risorse necessarie per finanziare gli aiuti e la possibilità di coinvolgere le società energetiche nella risposta all’emergenza.

La pressione politica cresce insieme a quella economica. Da una parte la maggioranza deve evitare che milioni di automobilisti si trovino improvvisamente a pagare un prezzo più alto per il diesel; dall’altra deve individuare una soluzione che possa durare oltre le continue proroghe. Il passaggio dalla misura tampone a un sostegno più mirato sarà quindi il vero banco di prova per il governo nelle prossime settimane.

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