martedì 20 Ottobre 2026

Chivu fa mea culpa per le due sconfitte in Champions: “Io il responsabile, devo trovare la chiave giusta”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Devo migliorare io”. L’allenatore dell’ parte da qui, da un esame di coscienza che, alla vigilia del match di con lo Shakhtar Donetsk, va oltre le scelte tattiche e la necessità di cambiare qualcosa dopo i due ko nelle prime due giornate della fase campionato di Champions League. Il tecnico nerazzurro non cerca alibi, non punta il dito contro i suoi giocatori e non si nasconde dietro gli episodi. Se qualcosa non ha funzionato, il primo a dover fare un passo avanti è lui. “Sono io il responsabile, devo trovare la chiave giusta, devo spiegarmi meglio e trasmettere alla squadra quello che serve. Mi prendo sempre le responsabilità di quello che non faccio, di quello che potrei migliorare”.  

Dopo le due sconfitte con Real Madrid e Brugge il tecnico romeno vuole tornare a fare contro gli ucraini. “Siamo consapevoli che abbiamo perso due partite, vogliamo ritrovare e sensazioni. Si parla troppo di quello che non abbiamo , ci dobbiamo concentrare su cosa fare per vincere la partita”. Quando gli viene ricordato che l’Inter è andata in svantaggio sei volte in stagione, riuscendo in quattro occasioni a ribaltare il risultato, il tecnico spiega. “L’ideale è non subire gol, ma non siamo perfetti, abbiamo anche noi dei problemi. Quello che mi interessa è che il faccia di tutto per portare a casa il risultato”. 

Chivu sa che la partita contro lo Shakhtar di non si presenta scontata. “Affrontiamo avversari preparati, evoluti, che sanno giocare, che hanno un certo tipo di ambizione, di determinazione”. Una squadra che arriva a San Siro con la voglia di essere protagonista e che, proprio perché ha meno addosso, può diventare un avversario insidioso. “Io voglio che i miei si divertano nelle difficoltà, si divertano anche nelle avversità, che le capiscano, che reagiscano ma non voglio vedere che se l’Inter perde una partita diventa un dramma nazionale, perché non lo è”. 

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