giovedì 13 Agosto 2026

Cybersicurezza, Momola (Engineering): “E’ politica industriale, con la nostra Ia si rafforza ruolo nazionale”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Viviamo in una fase in cui i confini tra dominio militare e civile si sono progressivamente dissolti. La guerra non è più solo militare: è economica e . È una guerra ibrida che non colpisce confini, ma infrastrutture essenziali — energia, finanza, trasporti, sanità — e che si manifesta con blackout, reti bancarie rallentate, campagne di disinformazione. Negli ultimi anni l’Italia e l’Europa hanno investito sempre di più in cybersecurity, ma è arrivato il momento di un cambio di prospettiva: non possiamo più limitarci a essere consumatori di tecnologia per la nostra sicurezza. Dobbiamo diventare produttori”. Ad affermarlo è Fabio Momola, Ceo DHub e Cybertech del Gruppo Engineering, intervenendo oggi al Cybersec 2026 sul tema ‘Il digitale come leva strategica tra Hybrid Warfare e Cybersecurity’.  

L’Intelligenza Artificiale, sottolinea, “è un moltiplicatore di in entrambe le direzioni, sia per chi attacca sia per chi difende. Proprio per questo dobbiamo orchestrare l’AI, non esserne orchestrati. Non serve inseguire modelli sempre più grandi e generici. Servono modelli di AI specializzati, agili e verticalizzabili: un’intelligenza artificiale sovrana, di cui abbiamo la governance totale — su quali dati è addestrata, chi la governa, chi ne risponde”.  

La cybersecurity, rileva, “non è solo protezione tecnica. È industriale. E una resilienza senza sovranità tecnologica è fragile. L’Italia ha le competenze per costruire questa autonomia strategica: campioni nazionali, decine di aziende specializzate e innovative in ambito cyber, un capitale umano di grandi professionisti ed . Noi di Engineering ci stiamo muovendo in questa direzione, investendo su un’architettura concreta che parte da modelli proprietari e aperti, li specializza attraverso piattaforme dedicate, li in flussi operativi governati e ne garantisce osservabilità e continuo in ogni fase. Lo facciamo nella consapevolezza di agire in un ecosistema dinamico e ricco di eccellenze. Ci sono tutti i presupposti per un approccio sistemico in cui la pubblico-privato non sia un’opzione, ma un requisito strutturale: condivisione sicura delle informazioni sulle minacce, integrazione tra grandi player e Pmi, rafforzamento di una comune. Nel dominio cyber non vince chi compra meglio. Vince chi costruisce meglio”. 

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