giovedì 29 Ottobre 2026

Dal conferimento al riciclo capsule di caffè in alluminio, ecco il ‘modello Milano’

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Con l’entrata in vigore del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Ppwr), avvenuta il 12 agosto 2026, le capsule di caffè vengono riconosciute come imballaggi e possono quindi essere conferite nella raccolta differenziata, secondo le indicazioni del Comune di residenza o del gestore dei rifiuti. “È un significativo, che semplifica il gesto da parte dei cittadini – spiega Matteo Di Poce, Sustainability Expert di Nespresso Italiana – Da diversi anni Nespresso segue l’evoluzione del tema del riciclo, con un impegno partito 15 anni fa con il dedicato ‘da Chicco a Chicco’, sviluppato insieme a Cial con l’obiettivo di recuperare le capsule di caffè in alluminio in un contesto che non vedeva ancora le capsule riconosciute come un imballaggio”. 

La novità normativa apre infatti la strada a un riciclo più ampio e organizzato e, di conseguenza, a una maggiore circolarità. A Milano questo approccio è già una realtà: alla sinergia tra le istituzioni locali e i diversi della – come Nespresso, A2a, Amsa e Cial, il Consorzio imballaggi in alluminio – le capsule in alluminio possono essere intercettate e selezionate nell’ambito della raccolta pubblica. “Oggi mettiamo a servizio l’esperienza che abbiamo maturato in questi 15 anni per supportare l’evoluzione della raccolta pubblica – aggiunge Di Poce – Questo per far sì che la raccolta e il riciclo delle capsule possano essere sempre più semplici e diffuse in tutto il territorio”. 

Per approfondire il funzionamento del Milano, avviato a marzo di quest’anno, è stata organizzata una visita stampa guidata all’impianto di Muggiano di A2a Ambiente, dove è stato possibile osservare da vicino le tecnologie impiegate nel trattamento dei rifiuti. Qui, le capsule in alluminio conferite dai cittadini nel sacco giallo destinato alla raccolta di plastica e metalli, vengono sottoposte a un di selezione che consente di recuperare anche le frazioni metalliche più piccole e leggere grazie alla Ecs – Eddy Current Separator. 

 

“Il materiale arriva all’impianto all’interno dei sacchi della raccolta differenziata di plastica e metalli, nei quali sono presenti anche le capsule di caffè in alluminio. Queste, essendo tra gli oggetti di dimensioni più piccole, cadono attraverso i fori più fini del vaglio rotante, la prima macchina che incontra il materiale una volta entrato nell’impianto – illustra Davide Marinzi, responsabile Impianto di trattamento A2A Ambiente – Prima dell’installazione dei nuovi macchinari, questa frazione finiva nello scarto destinato al recupero energetico. Oggi, grazie al separatore a correnti parassite Ecs, i campi elettromagnetici consentono di intercettare e allontanare le capsule dal flusso degli altri materiali, deviandole verso un bunker dedicato. Una volta raccolto, l’alluminio viene pressato in balle e inviato agli impianti di recupero, tipicamente fonderie, dove può essere avviato al riciclo”. 

Il modello Milano dimostra così come la collaborazione tra istituzioni, gestori dei rifiuti e aziende della filiera possa contribuire a valorizzare anche le frazioni più piccole di alluminio, trasformandole da scarto in una risorsa da avviare al riciclo. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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