martedì 9 Giugno 2026

Daniele Silvestri racconta le sue ‘Canzoni a sdraio’: “De Gregori? Ha perso un’occasione”

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
“Questo album ha un ritmo diverso ed è nato da un’urgenza che non è quella imposta dai ritmi a cui siamo abituati, ma soltanto dal nostro piacere commosso di ritrovarci con le persone giuste e suonare insieme”. Con queste parole, Daniele Silvestri introduce l’anima del suo progetto ‘Canzoni a sdraio’ (live in studio), un album che è molto più di una semplice raccolta di brani. È un manifesto di resistenza alla frenesia, un invito a riscoprire il valore del tempo e dell’ascolto ma senza “alcun tentativo un snob di dire ‘ah, tutto corre e noi invece siamo bravi perché siamo lenti'”. Il disco è il frutto di un’alchimia quasi magica con Marco Santoro al fagotto e alla tromba e Davide Savarese alla batteria e alle percussioni “con cui ormai da un paio d’anni facciamo dei live acustici”. L’intento iniziale non era commerciale: “Volevo solo registrare dal vivo in studio per ‘fotografare’ un momento di grazia, un’intesa artistica irripetibile, prima che svanisse”, spiega Silvestri. Questo approccio, basato sull’autenticità, definisce non solo il disco, ma l’intera visione artistica di Silvestri, da sempre intrecciata con l’impegno civile.  

Proprio per questo, quando gli si chiede un parere sulle recenti dichiarazioni di Francesco De Gregori – secondo cui gli artisti non dovrebbero schierarsi politicamente – Silvestri non si tira indietro e dice la sua. “Con tutto che amo De Gregori artisticamente, credo che abbia perso un’occasione. Non dichiarare nulla, forse, era meglio. Nel suo caso, non dire nulla”, afferma senza mezzi termini. E aggiunge: “Sono totalmente contrario a quelle sue parole”, prosegue, raccontando di aver trovato “strepitoso” l’intervento di Bruce Springsteen contro Trump: “Quando ho sentito quello che aveva scritto Bruce Springsteen e gliel’ho visto cantare un istante dopo, l’ho trovato strepitoso. Non ci ho visto proprio niente di ridicolo. Poi, per carità, ognuno ha le sue opinioni ed è libero di esprimerle” anche perché “non c’è un obbligo” ad esporsi. E chiarisce la sua poetica: “Per come sono fatto io, non sono capace di descrivere il mondo senza dare la mia interpretazione. È l’unico modo in cui sento che sia vero quello che scrivo”. (GUARDA IL VIDEO)

 

Questa urgenza espressiva è la stessa che ha dato vita all’unico brano inedito che ha anticipato l’album, ‘Sana e robusta Costituzione’, nato di getto durante le sessioni di registrazione, a pochi giorni da un referendum. “Sentitivo il bisogno di metterle giù”, racconta Silvestri, spiegando che voleva parole “che raccontassero la storia meravigliosa che c’è dietro la nostra Costituzione. Proprio la storia: che cosa è successo in quegli anni, in che modo e perché è nata così, con i suoi difetti ma anche con i suoi tantissimi pregi. Secondo me va raccontato. Non devo dire io che cosa votare, però voglio che chi non ha idea di che cosa si parli, o chi pensa che la Costituzione sia solo un insieme di articoli, invece si ricordi. E se non lo sa, lo vada a scoprire”. 

L’impatto di questa urgenza creativa ha poi definito l’intero progetto. “Il primo giorno di studio, in cui avremmo dovuto registrare cinque o sei canzoni, l’abbiamo passato solo a dare forma a questa necessità e a quelle parole sulla Costituzione che avevo scritto la notte prima. Questo ha influenzato tutto il resto del lavoro. Quella canzone è nata con noi, con quegli strumenti che erano pronti per fare altro, ma che si sono rivelati giusti per quella canzone”. Il titolo, ‘Canzoni a sdraio’, nasce proprio da una sedia presente in studio, diventata il simbolo di una creatività rilassata. “C’era una sedia a sdraio in studio e ci siamo resi conto che era il simbolo perfetto di quello che stavamo facendo”, racconta il cantautore. “Rappresentava un approccio rilassato, senza l’ansia da prestazione che spesso accompagna la creazione di un disco”. Una corsa che Silvestri aveva già ironicamente descritto nel 2002 in ‘La classifica’, un brano che oggi suona quasi come una “profezia facile” in un’era dominata da come e visualizzazioni. 

La scelta dei brani da includere nel disco ha seguito lo stesso principio di essenzialità. Canzoni meno note del suo repertorio sono state “denudate” per farne emergere l’anima più pura, adattandole alla formazione minima del trio. È così che brani come ‘Illuso’, scritto a 17 anni, o ‘Il secondo da sinistra’, scritta originariamente per Mina ma mai pubblicato nella sua versione definitiva, trovano una nuova vita. In qualche modo, questo progetto applica così alla musica la stessa logica che oggi rende prezioso il ‘second hand’: recuperare ciò che esiste già, sottrarlo alla cultura dell’usa e getta e riscoprirne il valore. Proprio in questa ottica, la presentazione dell’album si è tenuta presso uno dei negozi Humana Vintage, brand dell’organizzazione non profit Humana People to People Italia presente in 49 Paesi e che grazie alla vendita di capi preloved realizza progetti di cooperazione internazionale. Mentre Cesare Cremonini annuncia una pausa dai “lustrini degli stadi” per seguire l’arte e non i numeri, Daniele Silvestri si conferma una voce coerente, che non lavora “contro” il mercato, ma “per” un’idea di musica più intima e umana.
 

Pur non rinnegando l’esperienza dei grandi palchi come il Circo Massimo (“Una bolla meravigliosa che non rinnegherò mai”, ammette), Silvestri chiarisce la sua filosofia: “L’unico criterio è non lavorare davvero ‘contro’. Magari si fa qualcosa ‘per pochi’, e non è nemmeno una decisione: è l’esigenza di dare sfogo a una parte di sé che sai non essere facilmente condivisibile da tutti. Ma è sempre ‘per’ qualcuno, perché ci sarà sempre una persona di cui hai bisogno, lì davanti a te, per poter vivere quel momento”. Il tour che accompagnerà il disco porterà sul palco la stessa atmosfera: “Sarà un racconto più consapevole e strutturato, ma sempre fedele a quello spirito ‘da sdraio’, dove la musica si prende il suo tempo, proprio come le riflessioni più importanti della vita”. E per il futuro, i progetti non mancano. Oltre a rivelare di avere ancora molta musica nel cassetto perché “scrivere è una necessità”, Silvestri svela un’idea a cui tiene da tempo: un progetto televisivo. Dopo essere stato per anni in valutazione presso reti e piattaforme streaming, il progetto potrebbe finalmente vedere la luce in autunno attraverso una strada indipendente: il lancio di una campagna di crowdfunding. (di Loredana Errico)
 

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