venerdì 28 Agosto 2026

Elezioni Usa, Corte Suprema sblocca la stretta sul voto per posta voluta da Trump

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Donald Trump ha ottenuto una prima vittoria dalla Corte Suprema nella sua battaglia per limitare il per posta nelle prossime elezioni di midterm. La maggioranza conservatrice della Corte, con l’opposizione delle tre giudici liberal, ha infatti revocato l’ordinanza con cui un giudice federale del Massachusetts ha accolto lo scorso giugno il ricorso degli Stati a guida democratica bloccando l’entrata in vigore l’ordine con cui è stato vietato al servizio postale Usa di inviare le schede elettorale a elettori che non figurano nelle liste di americani create dal federale.  

La creazione di queste liste appare in contrasto con il tradizionale degli Stati del processo elettorale ma viene giustificata da Trump con le ripetute accuse, non sostenute da fatti, riguardo al fatto che immigrati senza avrebbero votato in massa nelle ultime elezioni, determinando la sua sconfitta elettorale nel 2020. Nella sentenza la maggioranza conservatrice non è entrata nel della legalità dell’ordine di Trump, limitandosi ad affermare che il giudice federale non aveva l’autorità di bloccarlo prima che venissero applicate dall’Us Post Service le nuove regole per il voto per posta.  

“Se le misure finali del Postal Service recheranno danni agli Stati allora potranno fare ricorso”, conclude la sentenza dei giudici conservatori che è stata definita “un incubo kafkiano” dalla giudice liberal Ketanji Brown Jackson destinato a “immettere non necessario” nel processo elettorale. “La decisione di oggi non affronta la questionse se i tentativi del presidente di interferire sulla gestione degli Stati delle elezioni del novembre 2026 siano legali”, sottolineano le altre due giudici liberal, Sonia Sotomayor e Elena Kagan.  

La Casa Bianca ha lodato la decisione della Corte in favore delle “misure di buon senso”, contenute nell’ordine esecutivo: “Questa amministrazione continuerà ad applicare nel rispetto della legge l’agenda elettorale del presidente Trump che comprende la sicurezza delle nostre elezioni”, ha detto la portavoce Lauren Bis. Immediata la replica degli Stati a guida democratica che promettono di continuare la battaglia legale contro il tentativo di Trump di limitare il voto per posta, tradizionalmente favorevole ai democratici. “Questa decisione è una dolorosa sconfitta, ma non sarà l’ultima parola”, ha detto l’attorney general di New York, Letitia James.  

“Dopo la sentenza della Corte Suprema, la California farà di nuovo causa per bloccare l’ di Trump al voto per posta”, ha scritto su X il governatore dem Gavin Newsom, assicurando che “tutti gli elettori riceveranno la scheda per posta nel nostro Stato e noi continueremo a combattere”. I giudici conservatori hanno comunque sottolineato nella loro sentenza che con questa hanno solo voluto indicato che il blocco del giudice federale era prematuro, arrivato prima ancora che il governo federale applicasse l’ordine di Trump, ed affermato che “le misure che verranno adottate per applicarlo saranno necessariamente legali, su questo punto – concludono – solo il potrà dirlo”.  

Quindi si lascia la porta aperta per un successivo intervento, su possibili restrizioni contenute nel regolamenti con cui il servizio postale applicherà l’ordine di Trump. E professore di diritto di Ucla Richard Hasen, a capo del progetto per la salvaguardia della democrazia, si dice convinto, parlando con il Washington Post, che, dopo questa sentenza “ristretta e tecnica”, la questione ritornerà presto alla Corte Suprema. A questo si sarà ancora più a ridosso delle elezioni, con il rischio che una sentenza definitiva in favore dell’ordine esecutivo di Trump possa creare ancora più incertezza sul voto.  

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