In caso di una nuova pandemia o di una grave emergenza infettiva, a guidare la macchina dello Stato potrebbe essere un odontoiatra. Carlo Monti è infatti in pole per la Direzione generale delle emergenze sanitarie del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute guidato da Orazio Schillaci. Monti, considerato vicino a Fratelli d’Italia e in passato a Fabio Rampelli, ha costruito la sua carriera tra incarichi amministrativi al ministero della Salute, alla Croce Rossa e all’Agenzia italiana del farmaco. Un percorso lontano dall’infettivologia e dalla gestione clinica delle epidemie.
La cancellazione dall’ordine
A far discutere, come riporta Repubblica, è anche la sua vicenda professionale durante il Covid. Laureato in odontoiatria, Monti si cancellò dall’Ordine degli odontoiatri il 3 febbraio 2022, nel pieno dell’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari. Una scelta che gli consentì di sottrarsi agli obblighi professionali legati all’iscrizione all’Ordine. Ora potrebbe trovarsi al vertice della struttura chiamata a occuparsi proprio di prevenzione epidemiologica, sorveglianza e controllo delle malattie infettive, piano pandemico e scorte di farmaci e vaccini.
Il bando
L’interpello per il posto si è chiuso nei giorni scorsi. I candidati sono 15 e quasi tutti medici o farmacisti. Il bando, tuttavia, non prevedeva come requisito la laurea in Medicina, privilegiando soprattutto competenze amministrative e organizzative. Tra i requisiti figuravano l’esperienza nei meccanismi tecnico-organizzativi del ministero, nei rapporti istituzionali con Regioni e organismi sanitari, nella gestione del personale e nell’approvvigionamento di beni e servizi.
Dall’Aifa al ministero
Monti ha conseguito anche dottorati in Scienze forensi e Biotecnologie. Dopo diversi incarichi, è arrivato al ministero della Salute come vice e, per un breve periodo, come capo della segreteria di Schillaci. A gennaio era stato nominato alla guida dell’Health Technology Assessment dell’Aifa, struttura chiamata a valutare dossier estremamente tecnici sui farmaci e sul loro ingresso nel Servizio sanitario nazionale. L’incarico è però durato poco: Monti si è dimesso quasi subito.
Oltre 200 mila euro
Adesso la nuova candidatura lo porta al vertice della direzione che dovrebbe coordinare la risposta alle emergenze sanitarie e alle future pandemie. Un incarico da oltre 200 mila euro lordi all’anno, al quale si aggiungono altri incarichi negli Organismi indipendenti di valutazione, tra cui quello della Calabria, che gli garantirebbe ulteriori compensi.
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