I sindacati Cgil, Fillea, Cisl e Fisascat hanno proclamato uno sciopero all’ex Ilva di Taranto dopo la morte di un operaio dell’indotto. Loris Costantino, 36 anni, della ditta di pulizie Gea Power, è caduto da un piano di calpestio nel reparto Agglomerato dello stabilimento, da un’altezza di circa dieci metri. Subito soccorso, è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Santissima Annunziata, dove è deceduto per le gravi ferite al torace e a un braccio.
“Il governo dica la verità sulla sicurezza dello stabilimento”, chiedono Cgil e Fillea. “Oggi è morto un operaio in una fabbrica al collasso. Le criticità degli impianti e la mancanza di manutenzione sono state denunciate più volte, ma siamo rimasti inascoltati. Lo stabilimento cade a pezzi e porta con sé operai e speranza di un territorio già abusato”.
I sindacati ricordano che non è il primo incidente: il 12 gennaio un operaio 46enne, Claudio Salamida, è morto in circostanze simili. Cgil e Fillea sottolineano che i rappresentanti dei lavoratori hanno più volte chiesto risorse per manutenzione ordinaria e straordinaria, senza ricevere risposte.
Anche la Cisl e la Fisascat denunciano condizioni di lavoro inaccettabili: “Non si può operare in un sistema produttivo pesante, a rischio ambientale e sanitario, con garanzie di sicurezza insufficienti. Servono strategie condivise tra sindacati, governo e istituzioni, risorse certe e responsabilità chiare”.
Lo sciopero coinvolge lavoratori metalmeccanici, edili e dei multiservizi, tutti preoccupati per la sicurezza e il futuro dello stabilimento.
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