venerdì 30 Ottobre 2026

Firenze, il ruggito della storia: a Palazzo Vecchio i leoni raccontano l’identità della città

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Da secoli il leone custodisce simbolicamente Firenze, ne rappresenta la forza, l’indipendenza e il potere civico. La sua immagine attraversa la storia della città, dalle sculture che presidiano piazze e palazzi alle decorazioni degli edifici pubblici, fino a diventare uno degli emblemi più riconoscibili dell’identità . A questa figura, e al suo profondo legame con la storia politica, artistica e della città, è dedicata “I leoni di Firenze”, la mostra ospitata fino al 18 gennaio 2027 nella Sala dei Gigli del Museo di Palazzo Vecchio. L’esposizione, promossa da Comune di Firenze – Musei Civici Fiorentini e organizzata da Fondazione Mus.E, è curata da Francini e Valentina Zucchi e realizzata in collaborazione con Gamb – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello. 

Il progetto invita a riscoprire il leone non soltanto come soggetto artistico e decorativo, ma soprattutto come simbolo attraverso il quale Firenze ha costruito e rappresentato, nel corso dei secoli, la propria identità. Una storia che trova la sua espressione più significativa nel Marzocco, il leone simbolo della Repubblica fiorentina, incarnazione della sovranità, della libertà e della dignità cittadina. 

Non è un caso che il percorso espositivo abbia il proprio fulcro in Palazzo Vecchio, cuore storico del cittadino e luogo privilegiato della rappresentazione del potere civico. La Sala dei Gigli, uno degli ambienti più emblematici del palazzo, diventa così parte integrante del racconto: le opere esposte dialogano con le architetture, le decorazioni e le immagini leonine già presenti nella sala, mostrando come il leone sia stato nei secoli un potente strumento di comunicazione politica e di autorappresentazione della città. Attraverso sculture, dipinti, manufatti e documenti, la mostra riunisce testimonianze di epoche differenti, dall’età romana all’età moderna, restituendo la di significati che questa figura ha assunto nel tempo. Ad accogliere il pubblico sono due monumentali protomi leonine provenienti dal Museo di San Marco, di mano di Baccio d’Agnolo, cui si affiancano altri due Leoni Marzocco del 1383 di Jacopo di Piero Guidi e Francesco Neri detto il Sellaio, provenienti dallo stesso museo, nonchè la bronzea del Marzocco realizzata da Clemente Papi per piazza della Signoria, appartenente alla collezioni civiche, un affresco staccato con leone e giglio dal convento della Santissima Annunziata e il dipinto Leone in due vedute attribuito a Bartolomeo Bimbi. Ancora, il percorso comprende opere e documenti che testimoniano la diffusione dell’immagine leonina nell’ e nella cultura fiorentina, tra cui il meraviglioso antifonario miniato dell’Opera di Santa Maria del Fiore e il celebre Specchio umano della Biblioteca Laurenziana, una pianta settecentesca di Ferdinando Ruggieri che documenta il serraglio dei leoni, proveniente dall’Archivio storico del Comune di Firenze, e una litografia di Adolfo de Carolis ancora dedicata al Marzocco dal Museo Nazionale Salce di Treviso. 

 

Accanto alla dimensione artistica e simbolica, l’esposizione approfondisce infatti un aspetto particolarmente suggestivo della storia cittadina: la presenza di leoni vivi a Firenze fin dal Medioevo. Animali esotici e temuti, i leoni erano custoditi in serragli che costituivano autentiche manifestazioni di prestigio e autorità. Dopo piazza San Giovanni e il palazzo del Podestà, lo stesso Palazzo Vecchio ospitò un serraglio dalla metà del Trecento fino al 1550, rafforzando il legame tra il leone e il governo della città, tanto che ancora oggi la via retrostante l’edificio porta il nome di via dei Leoni; con lo stesso nome peraltro era chiamata l’attuale via Cesare Battisti quando il serraglio vi fu trasferito. Le cronache storiche raccontano di numerosi esemplari allevati nel cuore istituzionale di Firenze, la cui presenza suscitava meraviglia e rendeva tangibile il potere della Repubblica, e attestano l’organizzazione di cacce e combattimenti in occasioni solenni per la città, come testimoniato dal disegno di Giovanni Stradano in mostra, dal Gabinetto Disegni e Stampe delle Gallerie degli Uffizi. A suggellare questo racconto è straordinariamente esposto un esemplare di leone naturalizzato, proveniente dal Museo di storia naturale dell’ degli Studi di Firenze. 

Il racconto della mostra si estende agli altri ambienti di Palazzo Vecchio, dove è evidenziata la presenza di leoni dipinti e scolpiti, suggerendo un itinerario tematico nel museo, ma anche oltre. Grazie alla collaborazione con Gamb – Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, il progetto coinvolge infatti anche il Museo Nazionale del Bargello, dove è conservato il celebre Marzocco di Donatello, una delle più importanti rappresentazioni del leone civico fiorentino. La sua presenza nel percorso di approfondimento offre l’opportunità di ampliare lo sguardo sul tema della mostra, mettendo in relazione le testimonianze esposte a Palazzo Vecchio con uno dei capolavori più significativi della scultura rinascimentale e della storia simbolica della città. Il pubblico dotato del biglietto di Palazzo Vecchio potrà così beneficiare della riduzione per l’ingresso al Museo Nazionale del Bargello, dove troverà un percorso tematico centrato sulle più importanti opere con raffigurazioni leonine ivi presenti. 

Analogamente, anche all’ingresso del Museo Stefano Bardini i visitatori saranno dotati di una mappa che individua le decine e decine di leoni collezionate dall’antiquario, che ben rappresentano la fortuna dell’iconografia leonina dall’antichità ai giorni nostri. 

 

“Il leone è molto più di un simbolo per Firenze: è un’immagine che attraversa i secoli e racconta la storia della nostra città, il suo desiderio di libertà, la sua autonomia e la sua capacità di riconoscersi in valori condivisi” ha detto l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. “Dal Marzocco alle testimonianze artistiche e storiche, la sua figura ci restituisce il legame tra arte, identità civica e potere politico, che ha contribuito a definire il volto di Firenze. Con questa mostra, Palazzo Vecchio, luogo simbolo del governo cittadino, diventa lo spazio ideale per riscoprire una storia affascinante, fatta di opere, documenti e curiosità, come quella dei leoni vivi ospitati per secoli nel cuore della città. Un percorso che ci permette di guardare al nostro con occhi nuovi e di comprendere come i simboli del passato continuino ancora oggi a parlare alla comunità e alle “. 

“Quando, insieme a Valentina Zucchi, abbiamo immaginato questa mostra, ci ha guidato l’idea di seguire le tracce di una presenza familiare ma spesso inosservata: quella del leone, che da secoli accompagna la storia e l’immagine di Firenze – ha spiegato Carlo Francini, curatore della mostra e soprintendente dei Musei Civici Fiorentini – Da questa ricerca è nato un percorso che mette in dialogo opere, luoghi e testimonianze diverse, restituendo la ricchezza di significati di un simbolo capace ancora oggi di parlarci. Un racconto che prosegue anche oltre Palazzo Vecchio, al Museo Stefano Bardini, dove le raffigurazioni leonine sono particolarmente numerose, e al Museo Nazionale del Bargello, che custodisce il celebre Marzocco di Donatello. Grazie alla disponibilità e alla collaborazione di Andreina Contessa, direttrice del gruppo GAMB Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, possiamo così offrire ai visitatori un’esperienza di conoscenza più ampia, dimostrando come il dialogo tra istituzioni culturali possa contribuire a valorizzare il patrimonio comune”. 

“Un progetto che valorizza, ancora una volta, la straordinaria storia del palazzo di governo di Firenze, nelle sue relazioni con la città e con i cittadini – riflette Valentina Zucchi, curatrice della mostra – grazie alle opere esposte, di finissimo pregio, è possibile individuare la trama di un racconto che ai leoni intreccia gli sviluppi politici, economici e artistici di Firenze tra il Medioevo e l’età moderna, giungendo fino a noi: il Marzocco è tuttora l’emblema indiscusso della fiorentinità. Un sentito ringraziamento alle istituzioni culturali che hanno collaborato al buon esito del progetto”. “Il Marzocco di Donatello, custodito al Museo Nazionale del Bargello, non è soltanto un capolavoro della scultura rinascimentale – dichiara Andreina Contessa, Direttore Generale di Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello – ma anche un simbolo profondamente legato alla storia e all’identità civica di Firenze. La mostra I leoni di Firenze offre un’occasione preziosa per riscoprire questo legame e per mettere in dialogo opere, luoghi e collezioni che custodiscono la memoria della città. Siamo particolarmente lieti di contribuire al progetto con un percorso tematico all’interno del Bargello, che invita i visitatori ad approfondire la ricchezza e la varietà dell’iconografia leonina. Questa collaborazione con i Musei Civici Fiorentini testimonia il valore di una visione condivisa del patrimonio culturale, nella quale i musei, attraverso il dialogo e la costruzione di nuove connessioni, possono offrire al pubblico prospettive inedite sulla storia e sull’arte di Firenze”. 

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