Alessandro Di Battista torna a farsi vedere in televisione dopo i recenti problemi di salute che lo hanno colpito durante il suo soggiorno a Cuba. Con un videomessaggio inviato in esclusiva alla trasmissione DiMartedì su La7, l’ex esponente del Movimento 5 Stelle ha voluto rassicurare il pubblico sulle sue condizioni fisiche, ringraziando la struttura sanitaria dell’isola e lanciando un chiaro segnale di ripartenza politica.
«Sto meglio e tornerò presto»: il messaggio a Floris
Visualizzato durante la puntata condotta da Giovanni Floris, il video ha mostrato un Di Battista in via di ripresa ma già determinato a riprendere la parola nel dibattito pubblico. «I medici cubani mi hanno salvato la vita», ha esordito l’ex parlamentare, sottolineando il ruolo decisivo dell’assistenza ricevuta sull’isola.
Nel suo intervento, Di Battista ha espresso gratitudine per le migliaia di messaggi di affetto ricevuti dai telespettatori e ha ringraziato direttamente il conduttore per lo spazio e la continuità garantitagli negli anni: «Voglio ringraziare Giovanni per lo spazio che mi ha sempre dato e per la libertà totale che mi ha sempre concesso di dire tutto quello che ho ritenuto opportuno e doveroso dire. Mi sarebbe piaciuto essere lì già da questa sera, forse è un po’ presto, comunque tornerò prestissimo».
L’attacco agli USA e le critiche a Donald Trump
Oltre al quadro clinico, il videomessaggio ha subito assunto una valenza geopolitica. Di Battista ha chiarito di voler utilizzare il proprio ritorno mediatico per puntare i riflettori sulla drammatica situazione economica e sociale dell’isola caribica, denunciando la politica estera Washington.
«Voglio sfruttare gli spazi mediatici per fare denunce, fa parte della mia vita», ha affermato, definendo le restrizioni economiche americane come «un assedio medievale che sta subendo Cuba e il popolo cubano ad opera degli Stati Uniti d’America». L’ex deputato ha infine riservato una stoccata diretta a Donald Trump, definendo le sue ultime dichiarazioni «frasi da bullo indecoroso». Il ritorno in studio a Roma appare dunque solo rinviato di qualche settimana, pronto a riaprire l’asse di discussione sui rapporti tra Occidente e America Latina.





