venerdì 11 Settembre 2026

Ica Day, modelli organizzati e processi integrati per prevenire le infezioni

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Il tema di garantire la sicurezza del paziente quando il suo percorso assistenziale attraversa contesti, strutture e professionisti diversi, è stato questa al dei momenti di confronto dell’Ica Day – Innovazione tecnologica, investimenti e governance del rischio infettivo, che si è svolto oggi al Teatro Politeama di Palermo, su iniziativa di Hcrm e in con Bistoncini Partners.  

Il confronto ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni sanitarie, dell’ospedale e del territorio, della generale, della sanità privata, della e dell’industria dei dispositivi medici, con l’obiettivo di affrontare il rischio infettivo attraverso una prospettiva capace di superare i confini dei singoli setting assistenziali, per costruire modelli organizzativi e processi integrati per la prevenzione del rischio infettivo lungo il percorso di cura. Il passaggio dall’ospedale al territorio – riferisce una nota – rappresenta uno dei momenti più delicati del percorso assistenziale: cambiano professionisti, organizzazioni, strumenti e responsabilità e proprio questa frammentazione può incidere sulla sicurezza del paziente. Da qui la necessità di costruire modelli organizzativi realmente integrati, fondati su procedure, responsabilità e standard condivisi. 

“La sicurezza del paziente non può dipendere dalla capacità dei singoli professionisti di ricostruire ogni volta il percorso assistenziale, ma deve essere garantita dall’organizzazione”, ha spiegato Paolo Calcinaro, assessore alla Sanità e alle politiche sociali della Regione Marche. “Questo significa costruire modelli in cui ospedale, territorio e strutture intermedie siano realmente connessi, con responsabilità definite, informazioni condivise e processi capaci di accompagnare il paziente anche nei momenti di transizione. Le esperienze sviluppate nei diversi territori possono rappresentare un importante da mettere a sistema, perché la qualità dell’assistenza passa anche dalla capacità di rendere la continuità una caratteristica strutturale del nostro Servizio sanitario”. 

 

Il confronto ha evidenziato come la governance del rischio infettivo richieda dunque un approccio sistemico, nel quale organizzazione, integrazione, continuità assistenziale, innovazione e siano elementi di uno stesso . L’innovazione tecnologica, in questa prospettiva, non è stata considerata un obiettivo in sé, ma uno strumento da valutare sulla base della sua capacità di produrre risultati concreti: migliorare la comunicazione tra professionisti, rendere disponibili le informazioni necessarie nei diversi passaggi assistenziali, supportare le decisioni e consentire un monitoraggio più efficace dei processi. 

“Governare il rischio infettivo significa innanzitutto governare i processi”, ha sottolineato Barbara Ragonese, direttrice Qualità, accreditamento e rischio clinico dell’Irccs Ismett-Upm, Istituto mediterraneo per i e le terapie ad alta specializzazione. “Procedure, tecnologie e strumenti di monitoraggio sono fondamentali, ma diventano realmente efficaci quando vengono inseriti all’ di un’organizzazione nella quale ruoli, responsabilità e modalità operative siano chiari e condivisi. La sfida è passare da una logica di adempimento a una logica di sistema, nella quale la prevenzione sia integrata nei percorsi assistenziali e la qualità e la sicurezza siano responsabilità di tutta l’organizzazione”. 

Il tema si è inserito nel più ampio percorso dell’Ica Day, che ha posto al centro la necessità di rafforzare la governance del rischio infettivo attraverso modelli organizzativi, strumenti operativi e soluzioni tecnologiche concrete, sostenibili e replicabili. La riflessione emersa dal confronto ha indicato una direzione precisa: la prevenzione del rischio infettivo non può essere una responsabilità confinata al singolo setting assistenziale, ma deve diventare una responsabilità condivisa lungo l’intero percorso di cura. Una governance efficace – conclude la nota – passa dalla capacità di progettare modelli e ripensare processi che tengano insieme strutture e professionisti diversi, assicurando continuità e sicurezza al paziente anche quando cambia il luogo dell’assistenza. 

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