venerdì 28 Agosto 2026

Incidente con un’acquasantiera in chiesa, bimba di 6 anni operata d’urgenza all’aorta a Bari

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
Una bambina di 6 anni con una rarissima e grave rottura traumatica della biforcazione aortica è stata operata d’urgenza al Policlinico di Bari nella notte tra il 25 e il 26 agosto a seguito di un incidente con un’acquasantiera avvenuto all’ di una chiesa di Trinitapoli, in provincia di Barletta-Andria-Trani. Il decorso operatorio sta andando bene, ma la prognosi è ancora riservata. La bimba è vigile, si alimenta autonomamente, ma i medici non hanno ancora sciolto la prognosi. 

Dopo un primo passaggio all’ di Barletta è stato attivato il team di emergenza pediatrica ad alta complessità, di cui fanno parte i direttori dei dipartimenti: Marco Ranieri, direttore di Emergenza e dell’Unità operativa di Rianimazione I; Angela Pezzolla, alla guida del Dipartimento dei Percorsi chirurgici del Policlinico di Bari; Nicola Laforgia, direttore del ‘Dai’ Pediatrico; i direttori del Giovanni XXIII e Trauma Center Asclepios; i direttori delle unità operative di emergenza-urgenza e della chirurgia pediatrica del Giovanni XXIII. Trattandosi di un trauma vascolare, è stato inoltre coinvolto Domenico Angiletta, direttore dell’unità operativa di Chirurgia vascolare. 

La piccola è attualmente ricoverata in Chirurgia vascolare e la prognosi resta riservata. La bambina è stata trasportata inizialmente al Pronto dell’ospedale di Barletta. Il direttore dell’unità operativa dell’Asl Bt, Giuseppe Di Paola, ha diagnosticato subito il grave trauma e la necessità di un trattamento specialistico di chirurgia vascolare, possibile nel polo pediatrico dell’ ospedaliero universitaria Policlinico di Bari. Quindi è stata presa in carico dal team di emergenza pediatrica ad alta complessità del Policlinico e dell’ospedale Giovanni XXIII, di cui fanno parte i direttori dei dipartimenti di Emergenza e dell’Unità operativa di Rianimazione I; dei Percorsi chirurgici del Policlinico di Bari; del Pediatrico; del Trauma Center Asclepios; delle unità operative di emergenza-urgenza e della chirurgia pediatrica del Giovanni XXIII. Trattandosi di un trauma vascolare, è stato inoltre coinvolto il direttore dell’unità operativa di Chirurgia vascolare.  

“La macchina dell’emergenza – spiega il direttore sanitario Danny Sivo, che ieri sera ha presieduto la riunione del team multidisciplinare – si è attivata prima ancora dell’arrivo della a Bari. Quando la bambina è giunta al nostro Pronto soccorso, intorno alle 23, il percorso assistenziale era già stato definito e tutte le équipe coinvolte erano state allertate e pronte a intervenire. In emergenze di questa gravità, la tempestività e il coordinamento tra le diverse competenze specialistiche sono determinanti. È stata una risposta multidisciplinare e interpresidio, che ha consentito di mettere immediatamente a disposizione della piccola paziente tutte le professionalità necessarie”. 

 

Gli accertamenti diagnostici hanno confermato la lacerazione in corrispondenza della biforcazione aortica che coinvolgeva le arterie iliache , una lesione grave ed estremamente rara in età pediatrica. Il direttore della Chirurgia vascolare ha indicato l’approccio mininvasivo. La bambina è stata quindi trasferita nella sala ibrida di Asclepios 3, dotata di tecnologie avanzate che consentono di eseguire procedure endovascolari e, qualora necessario, di procedere immediatamente con un intervento chirurgico a cielo aperto. Qui è stata sottoposta a un intervento endovascolare con il posizionamento di tre endoprotesi (stentgraft), uno a livello dell’aorta e gli altri due a livello iliaco, evitando così il ricorso alla chirurgia a cielo aperto. L’intervento, durato circa due ore, si è concluso intorno alle 3.30 e ha impegnata l’équipe di Chirurgia vascolare. Al termine della procedura, la bambina è stata trasferita in Rianimazione.  

“La gestione di questa emergenza – conclude il direttore generale Antonio Sanguedolce – dimostra concretamente l’importanza imprescindibile dell’integrazione tra i professionisti afferenti a unità operative di diverse specialità e sedi. Di fronte a un trauma pediatrico di altissima complessità, professionisti e competenze specialistiche dei due presidi hanno operato come un’unica squadra, garantendo continuità e tempestività in ogni fase del percorso assistenziale. È questo il modello organizzativo che stiamo consolidando: mettere al centro il paziente pediatrico, superando le barriere tra strutture e specialità e garantendo tutte le competenze necessarie nel momento in cui servono”. 

  

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