lunedì 15 Giugno 2026

Inflazione e guerra in Medio Oriente, Bce rialza i tassi di 25 punti base

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Come previsto ampiamente i timori per pressioni inflazionistiche, legati al conflitto in Medio Oriente, hanno spinto il Consiglio direttivo della Bce a rialzare di 25 punti base i tre di interesse di riferimento, una decisione – si spiega – “solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo choc potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l’area dell’euro”. 

“Nel primo trimestre l’ dell’Eurozona è cresciuta sostenuta dalla domanda interna e dalle esportazioni – afferma la presidente della Bce Christine Lagarde -, ma la in Medio Oriente pesa sull’attività economica che dà segni di rallentamento soprattutto nei , mentre il manifatturiero tiene per l’accumulo di scorte”, legato anche alla geopolitica.”I bilanci delle famiglie restano solidi e sono un motore della ” ha aggiunto. Alla luce degli choc in atto sui prezzi energetici “stiamo iniziando a vedere un ampiamento dell’ nell’economia, sia come effetti diretti che indiretti, anche se a questo punto non ci sono ancora effetti di secondo livello. Ma dobbiamo essere molto attenti” a questo rischio. D’altra parte, aggiunge Lagarde, “l’inflazione dovrebbe tornare verso il target” del 2% “nell’autunno del 2027”. 

“L’aumento dei prezzi dell’energia farà aumentare ulteriormente l’inflazione durante l’estate e la manterrà ben al di sopra dell’obiettivo della Bce nella prima metà del 2027. Avrà anche un impatto sull’inflazione di , beni e servizi”. “L’inflazione dovrebbe quindi tornare all’obiettivo nella seconda metà del 2027, supportata da un calo dei prezzi dell’energia e da più lenti di altri prezzi. Tuttavia – spiega – la guerra in Medio Oriente rimane una fonte importante di incertezza”. 

“Non abbiamo discusso di tasso neutrale ne’ di un suo range” ideale: “non siamo in uno scenario privo di choc, che è l’ambiente per determinare un tasso neutrale, questo non è il caso. Oggi il nostro lavoro è la stabilità dei prezzi”, conclude Lagarde. 

 

“Le prospettive – continua il comunicato dell’Eurotower – restano incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica. Le implicazioni complessive della guerra per l’inflazione e la crescita a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello choc sui prezzi dell’energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto”.  

“Con la decisione odierna il Consiglio direttivo resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza, causata dalla guerra. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà attentamente la situazione e adotterà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”. 

Con il rialzo deciso oggi daI Consiglio direttivo i tassi di interesse sui depositi presso la Centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno innalzati rispettivamente al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%, con effetto dal prossimo 17 giugno. 

 

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