lunedì 28 Settembre 2026

Iran, annunci di raid imminenti e poi ‘ripensamenti’: tutte le volte di Trump

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Più volte Donald Trump è tornato sulle sue dichiarazioni dopo aver minacciato il ricorso alla forza contro l’Iran. Più volte, dopo aver annunciato la vittoria assicurando che le capacità dell’Iran erano state annientate, è tornato a minacciare nuovi raid contro la Repubblica islamica, da quando il 28 febbraio scorso Usa e avviarono operazioni militari a cui non ha mancato di rispondere. Il presidente americano ‘oscilla’ tra negoziati e bombardamenti: nodo decisivo è lo Stretto di Hormuz.  

– 21 MARZO: “Distruggere le centrali elettriche”. “Se l’Iran non riaprirà completamente lo Stretto di Hormuz entro 48 ore a partire da questo preciso momento, senza alcuna minaccia, gli Usa attaccheranno e distruggeranno le sue centrali elettriche, a cominciare dalla più grande”, scrive Trump su Truth. Due giorni dopo, concede altri cinque giorni, citando “colloqui molto positivi e produttivi” con l’Iran. Sospende la “distruzione di centrali elettriche” per altri dieci giorni, facendo riferimento a colloqui diplomatici in corso. 

– 7 APRILE: “Morirà un’intera civiltà”. Trump minaccia l’Iran e la sua , oltre 90 milioni di abitanti, affermando su Truth che “stanotte morirà un’intera civiltà”. Poche ore dopo, accettando una di tregua con l’impegno dei mediatori pakistani, Trump annuncia di “sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per due settimane”. 

– 11 GIUGNO: “Controllo totale del e del “. “Gli Stati Uniti colpiranno l’Iran – scrive il tycoon ancora su Truth – molto forte questa sera”. E “in un futuro non troppo lontano, prenderemo l’isola di , e altre infrastrutture petrolifere, e prenderemo il controllo totale dei loro mercati del petrolio e del gas”. Cinque ore dopo Trump dichiara di aver “annullato raid e bombardamenti previsti contro l’Iran”, citando progressi nei negoziati per arrivare a un accordo che ponga fine al conflitto.  

– 31 LUGLIO: “Colpire molto forte”. “Li colpiremo duramente, a un certo punto, diranno ‘Non ne possiamo più'”, dichiara Trump da Camp David. Il giorno successivo, ancora su Truth, scrive che gli Stati Uniti erano pronti a colpire la Repubblica islamica dell’Iran a livelli di “forza e militare mai visti dalla Seconda Guerra Mondiale”, ma “ci è stato chiesto dall’Iran e da altri Paesi del Medio Oriente, di sospendere ogni attacco”. 

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