giovedì 13 Agosto 2026

Iran, Meloni: “Italia non in guerra e non intende diventarne parte”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “La nostra linea è molto chiara: l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarne parte. Noi lavoriamo per quanto possibile all’obiettivo di ridurre le tensioni e verificare se vi sia ancora una possibilità di riprendere i negoziati. Intanto continuiamo a dialogare con tutti i Paesi della regione e ad assistere i nostri connazionali ancora presenti nell’area”. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia , in un video pubblicato sui social, parlando della guerra in Iran. 

“Seguo costantemente con i ministri competenti gli sviluppi della situazione in . Il governo è al senza sosta per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini, per tutelare gli interessi dell’Italia”, dice la premier, sottolineando che “è certamente una fase difficile, però il governo è impegnato a proteggere la sicurezza dell’Italia, impegnato a proteggere la sicurezza dei cittadini, impegnato a sostenere ogni iniziativa volta alla ricerca della pace”.  

“In queste ore abbiamo promosso un confronto stretto tra Italia, Francia, e Regno Unito, avviando un coordinamento tra grandi Stati europei per affrontare insieme questa crisi e per rafforzare l’azione diplomatica – spiega Meloni – Con il presidente francese , con il cancelliere tedesco e il britannico Starmer abbiamo condiviso la necessità di lavorare insieme per evitare il più possibile una ulteriore escalation e contribuire alla internazionale”. 

Inoltre, “per garantire la sicurezza dei confini dell’ abbiamo anche disposto il dispiegamento di una fregata italiana a Cipro, un atto che è di solidarietà europea ma soprattutto di “. 

 

 

Sul fronte dei prezzi, come governo “siamo ancora al lavoro per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini, per la nostra nazione con task force attivate per monitorare l’andamento dei prezzi dell’energia, della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione. In particolare sulla benzina stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette ‘accise mobili’ che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. Il meccanismo, la cui attivazione viene chiesta da parte di alcuni partiti dell’opposizione, consente di utilizzare la partita di maggiore Iva che arriva dall’aumento dei prezzi per ridurre le accise, è lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di centrodestra e la sua attivazione è allo studio da qualche giorno da parte del ministero dell’Economia”, spiega la presidente del Consiglio. 

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