(Adnkronos) – Una petroliera ha preso fuoco dopo essere stata colpita da un “proiettile non identificato” al largo della costa saudita del Mar Rosso, ha riferito un’agenzia marittima britannica. “Il responsabile della sicurezza della compagnia ha segnalato che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato, provocando un incendio sul ponte principale. Tutto l’equipaggio è sano e salvo e non si segnalano impatti ambientali”, ha dichiarato l’United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto). L’incidente è avvenuto a 63 miglia nautiche a ovest della città saudita di Yanbu, ha precisato l’agenzia.
L’Iran ha rivendiato il “diritto” di colpire le basi e le infrastrutture messe a disposizione di chi conduce azioni militari contro la Repubblica islamica. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail
Baghaei, rispondendo a una domanda sulle possibili basi statunitensi in Europa che potrebbero essere prese di mira in caso di una ripresa del conflitto e sulla partenza dalla Bulgaria di alcuni aerei cisterna americani KC-135.
“È diritto dell’Iran colpire l’origine e la fonte di qualsiasi atto di aggressione contro la Repubblica islamica dell’Iran”, ha affermato Baghaei, citato dall’agenzia Irna. Il portavoce ha quindi richiamato la posizione già espressa da Teheran sulla Bulgaria, sostenendo che la messa a disposizione di basi e infrastrutture agli Stati Uniti e a Israele per operazioni contro l’Iran costituisce, secondo il diritto internazionale, “un atto di aggressione”.
Baghaei ha quindi esortato i Paesi che hanno fornito aiuto logistico agli Stati Uniti e a Israele ad adottare le misure necessarie. “Nessun Paese ha motivo di preoccuparsi per noi, a meno che non abbia fornito basi, strutture e attrezzature agli aggressori”, ha aggiunto, assicurando che l’Iran non mostrerà “alcuna clemenza” nella difesa del Paese.
Intanto, prosegue il botta e risposta a distanza tra il presidente USA Donald
Trump e il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore di Teheran nei colloqui con gli Stati Uniti, Mohammad Bagher Ghalibaf. Quest’ultimo, sul proprio profilo X, ha pubblicato un’immagine – il cui titolo ironizza sullo slogan trumpiano “Make America Great Again” – con alcuni dati sulla malnutrizione e l’insicurezza alimentare negli Usa, in un’apparente replica indiretta a un articolo di Newsmax rilanciato da Donald Trump su Truth Social. Nel titolo dell’articolo venivano attribuite allo stesso Ghalibaf le parole: “Abbiamo fame, non possiamo sopravvivere”. Secondo i dati riportati nell’immagine pubblicata da Ghalibaf, 47 milioni di americani soffrirebbero la fame ogni giorno e un cittadino statunitense su otto avrebbe problemi di insicurezza alimentare. “Questi numeri non sono falsi come le vostre parole. Non potete nascondere le sconfitte con le falsità”, si legge nel post del presidente del Parlamento iraniano. Ghalibaf aveva già attaccato Trump nelle scorse settimane sullo stesso tema, accusando Washington di descrivere l’Iran come un Paese affamato nonostante decine di milioni di americani facciano ricorso ai programmi di assistenza alimentare.
Poco dopo l’ex tycoon sul social Truth ha scritto: “L’Iran sta crollando del tutto!!!”, nel giorno in cui il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, si appresta ad annunciare – alle 19 italiane – i dettagli del “D-Day economico, la più grande offensiva finanziaria mai scatenata contro un avversario”.
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