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La coalizione dei volenterosi si riunisce oggi a Kiev nel giorno del 35° anniversario dell’indipendenza dell’Ucraina. Il vertice, in formato ibrido e presieduto da Francia e Regno Unito, punta a riaffermare il sostegno a Kiev e a discutere nuove misure per aumentare la pressione sulla Russia.
Nella capitale ucraina per la prima volta anche il primo ministro britannico Andy Burnham: “Nonostante le oltraggiose minacce della Russia al mio Paese, continueremo a sostenere l’Ucraina”, ha dichiarato il premier britannico, sostenendo che la “forza assoluta” dimostrata dal popolo ucraino è “davvero impressionante”. Londra si prepara a trasferire dati a Kiev per la produzione di missili a lungo raggio Storm Shadow. “La Gran Bretagna sta partecipando a questa guerra. Sta partecipando a questa guerra al fianco del regime di Kiev”, la replica del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov,
Tra i leader presenti, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa: “Sono orgoglioso di trovarmi qui in un giorno così significativo, a sottolineare il sostegno incondizionato dell’Ue. L’Ucraina è una nazione libera e coraggiosa. La sua lotta è anche la nostra lotta”, si legge in un post su ‘X’. Mentre la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ha annuncito l’approvazione di “6,1 miliardi di euro per i sistemi di difesa aerea e antimissile, i missili, le munizioni e i radar di cui l’Ucraina ha urgente bisogno”.
Intanto proseguono i raid. Cinque persone sono state uccise e altre quindici ferite in attacchi russi contro la regione di Kharkiv, nell’Ucraina nordorientale.
La Russia denuncia un raid ucraino contro strutture logistiche di Ozon nel sud del Paese, con diversi feriti e incendi in alcuni centri. A Krasnodar, secondo le autorità russe, i detriti di un drone avrebbero colpito un centro privato per bambini: il bilancio comunicato dalle autorità russe è di due bambini morti e sette feriti.
L’Ucraina, dal canto suo, riferisce di aver distrutto 76 droni russi nell’area di Zaporizhzhia nelle ultime 24 ore.
Il vertice di Kiev si svolge quindi mentre sul terreno continuano gli attacchi e sul piano diplomatico resta aperta la partita per arrivare a un possibile negoziato.
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