mercoledì 16 Settembre 2026
Sanchez in vacanza a Lanzarote, pubblica la sua ‘playlist’

La denuncia di Sanchez: dietro Ceuta «disinformazione di Israele e della Russia»

Il premier spagnolo difende la gestione della crisi migratoria e annuncia che le autorità stanno ancora indagando sul maxi-afflusso dal Marocco. Secondo Sanchez, false informazioni diffuse sui social avrebbero contribuito ad alimentare l’emergenza

Di Redazione
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La continua a indagare sulle cause del massiccio afflusso di migranti che, tra il 30 e il 31 luglio, ha portato circa 70.000 persone ad attraversare a piedi o a nuoto il confine tra il Marocco e l’enclave spagnola di . A confermarlo è stato il premier , che ha inoltre denunciato la diffusione di informazioni false attraverso i social network. Secondo il capo del governo di Madrid, una parte della narrazione sulla crisi sarebbe stata alimentata da quella che ha definito una «internazionale dell’».

Migliaia di persone ancora a Ceuta

Secondo Sanchez, la maggior parte dei migranti che avevano raggiunto Ceuta è successivamente tornata indietro. Resterebbero però nell’enclave circa 5.000 persone, tra cui circa 1.200 minori non accompagnati. Le autorità locali forniscono una stima più elevata e parlano di circa 10.000 migranti ancora presenti. Particolarmente drammatico il delle vittime. Le cifre ufficiali indicano almeno 91 morti, di cui 80 sul versante spagnolo e 11 su quello marocchino. Organizzazioni non governative marocchine sostengono invece che le vittime siano almeno 141 e denunciano inoltre la presenza di decine di dispersi.

Le false informazioni sui social

Intervenendo alla Cadena Ser, Sanchez ha spiegato che una delle informazioni diffuse online sarebbe nata da una distorsione di una sentenza della Corte suprema spagnola dell’8 luglio. In particolare, sui social si sarebbe diffusa la convinzione che chi fosse riuscito a raggiungere Ceuta a nuoto non avrebbe potuto essere successivamente espulso verso il Marocco. Un’informazione che il premier ha definito falsa e che, secondo la sua ricostruzione, sarebbe stata amplificata da voci, campagne di disinformazione e organizzazioni criminali coinvolte nel traffico di esseri umani.

Accuse alle reti social e all’ultradestra

Sanchez ha inoltre sostenuto che alcune reti sociali riconducibili, secondo le sue , «sia alla sia a Israele», insieme a una «internazionale dell’ultradestra», avrebbero contribuito ad amplificare le informazioni false dopo gli eventi di fine luglio. Secondo il premier, la questione migratoria sarebbe stata utilizzata non soltanto per attaccare la Spagna, ma anche per colpire l’Europa e favorirne le divisioni.

Il ruolo del Marocco

Sanchez ha infine escluso, sulla base delle informazioni in possesso dei servizi di spagnoli, un coinvolgimento delle autorità marocchine nel maxi-afflusso. «Nessuno» dei servizi con cui Madrid collabora, ha spiegato il premier, avrebbe rilevato elementi tali da far pensare a una responsabilità di Rabat nella crisi. Alla base dell’emergenza rimane comunque anche la forte disparità economica tra le due sponde del confine. Sanchez ha definito Ceuta e tra le frontiere più complesse al mondo proprio per il grande divario di opportunità e reddito tra i territori confinanti.

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