La misura è stata estesa di altri 15 giorni. Il governo Meloni mantiene i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna per i passeggeri provenienti da scali spagnoli. Alla base della decisione, secondo il Viminale, il perdurare delle criticità legate alla situazione migratoria a Ceuta.
Proroga di 15 giorni
La decisione era attesa alla vigilia della scadenza del provvedimento e ora è arrivata la conferma. Il governo ha deciso di prorogare per altri 15 giorni i controlli alla frontiera aerea e navale con la Spagna. I passeggeri di Paesi terzi che arrivano in Italia con voli o navi provenienti da scali spagnoli dovranno quindi continuare a esibire i documenti. Si tratta di una sospensione temporanea della libera circolazione prevista dall’area Schengen. Il Viminale spiega che la proroga è stata decisa sulla base dell’analisi del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere. Restano, secondo il governo, gli elementi che avevano portato alla reintroduzione dei controlli lo scorso primo agosto. Allo stesso tempo, Roma tiene conto delle iniziative avviate dalla Spagna e dall’Unione europea per favorire una progressiva normalizzazione della situazione.
Il nodo Ceuta
Al centro delle valutazioni italiane c’è la situazione nell’exclave spagnola di Ceuta, dove, secondo le stime riportate dal governo, rimangono circa 5.000 persone dopo l’ondata migratoria di fine luglio. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ritiene che una parte significativa dei migranti non sia stata ancora identificata e che, tra loro, possano esserci anche persone legate al terrorismo di matrice jihadista. Sono valutazioni che Madrid non condivide e che hanno contribuito ad alimentare le tensioni tra i due Paesi. La Spagna ha infatti ribadito più volte che nessuno dei migranti presenti a Ceuta sarebbe entrato nel territorio spagnolo continentale.
Piantedosi sente Madrid
Le motivazioni della proroga sono state illustrate da Piantedosi al ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska durante un colloquio telefonico definito dal Viminale «costruttivo». Piantedosi ha auspicato che quella appena decisa possa essere «l’ultima» sospensione della libera circolazione, perché sarebbe il segnale di una normalizzazione della situazione. Il ministro ha inoltre confermato la disponibilità dell’Italia a collaborare con la Spagna e con l’Unione europea.
Il rischio di una nuova ritorsione
La decisione di Roma potrebbe però avere conseguenze sui rapporti con Madrid. La Spagna, che non ha gradito la scelta italiana, ha a sua volta introdotto controlli sui viaggiatori provenienti dall’Italia. Il provvedimento spagnolo scade il 7 settembre. Nei giorni scorsi Madrid aveva fatto sapere di voler attendere la decisione italiana prima di stabilire se prorogare i propri controlli. Il rischio è quindi che le misure vengano estese da entrambe le parti, mantenendo alta la tensione sulla libera circolazione tra Italia e Spagna.
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