Chi vincerebbe se gli italiani fossero chiamati a scegliere direttamente, in un secondo turno, tra il candidato premier del centrodestra e quello del centrosinistra? È la domanda alla base di una simulazione realizzata da Ipsos, che ipotizza un sistema simile a quello dei ballottaggi comunali. Si tratta, è bene precisarlo, di uno scenario puramente esplorativo. L’attuale legge elettorale non prevede infatti un ballottaggio nazionale tra coalizioni. Il sistema assegna un premio alla lista o alla coalizione che ottiene il risultato migliore e, inoltre, alle prossime elezioni potrebbero presentarsi fuori dai due principali schieramenti forze come Azione e Futuro Nazionale. La simulazione di Ipsos prova però a immaginare una polarizzazione del voto, determinata anche dalla prospettiva di conquistare la maggioranza, e mostra come l’esito possa cambiare sensibilmente a seconda del candidato scelto dal centrosinistra.
Meloni contro Schlein: centrodestra avanti di poco
Nel primo scenario, Giorgia Meloni è la candidata del centrodestra, mentre Elly Schlein guida il centrosinistra. In questo caso sarebbe l’attuale maggioranza a prevalere, con il 51,2% dei consensi contro il 48,8% del centrosinistra. Si tratta comunque di una distanza molto ridotta. Il vantaggio di 2,4 punti rientra infatti nell’errore campionario indicato da Ipsos, pari a circa il 3%. Il dato suggerisce quindi una situazione sostanzialmente equilibrata e non consente di parlare di un risultato statisticamente consolidato.
Con Conte candidato il risultato si ribalta
Lo scenario cambia quando al posto di Schlein viene ipotizzato Giuseppe Conte come candidato premier del centrosinistra. In questo caso sarebbe il campo progressista a prevalere, con il 51% dei voti, mentre il centrodestra guidato da Meloni si fermerebbe al 49%. Anche qui, però, il margine è troppo contenuto per individuare un vero vincitore statistico. Il dato più interessante è piuttosto il ribaltamento dell’esito a seconda del candidato.
Il fattore decisivo: gli elettori del M5S
Una delle spiegazioni principali riguarda il comportamento degli elettori del Movimento 5 Stelle. Secondo la rilevazione Ipsos, una candidatura di Schlein alla guida del centrosinistra produrrebbe una quota di maggiore incertezza tra gli elettori pentastellati: il 16% rimarrebbe infatti indeciso. Con Conte candidato, invece, la percentuale scenderebbe drasticamente al 4%. Un elemento che potrebbe incidere in modo significativo sulla capacità del centrosinistra di mobilitare il proprio elettorato. Gli elettori del Partito Democratico sembrano invece accettare relativamente bene l’ipotesi Conte. La quota di indecisi passerebbe dal 5% con Schlein candidata all’8% con l’ex presidente del Consiglio: una variazione contenuta rispetto a quella registrata tra gli elettori M5S.
Vannacci e il possibile ago della bilancia
Un altro elemento rilevante riguarda l’elettorato vicino a Roberto Vannacci. Con Schlein candidata, l’89% di questi elettori sceglierebbe Meloni. Se invece il candidato del centrosinistra fosse Conte, la quota scenderebbe al 77%. Non solo: in questo secondo scenario, il 3% dell’elettorato vicino a Vannacci arriverebbe addirittura a scegliere Conte. È proprio questo spostamento, insieme alla maggiore mobilitazione degli elettori M5S, a contribuire al ribaltamento ipotizzato da Ipsos. Numeri che non indicano oggi un vincitore certo, ma mostrano quanto la scelta del candidato premier potrebbe diventare determinante in una sfida elettorale fortemente polarizzata.
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