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La guerra tra Stati Uniti e Iran, congelata dalla tregua appena prorogata da Donald Trump, fa sentire effetti anche in settori ‘secondari’, ma comunque significativi: è il caso dei problemi con cui deve fare i conti il più grande produttore mondiale di preservativi, la malese Karex (che produce circa un quinto dei condom consumati a livelllo mondiale), che ha annunciato un aumento dei prezzi fino al 30% (anche su guanti in gomma, gel lubrificanti e cateteri) a causa appunto delle ripercussioni sulla catena di approvvigionamento, causati dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.
I problemi “che stiamo affrontando con la guerra in Medio Oriente sono arrivati in maniera piuttosto improvvisa e non abbiamo molto tempo per adeguarci”, ha dichiarato al Financial Times l’amministratore delegato Goh Miah Kiat al quotidiano finanziario. “I prezzi di alcune delle nostre materie prime stanno aumentando piuttosto rapidamente e non abbiamo altra scelta che trasferire parte dei costi sui nostri clienti.” I costi riguardano materiali come lattice (salito del 30%) e nitrile (raddoppiato), ma anche di fogli di alluminio e olio di silicone utilizzati per il confezionamento.
I problemi di Karex – che produce oltre 5 miliardi di preservativi all’anno nei suoi stabilimenti in Malesia e Thailandia – sono un chiaro esempio delle gravi difficoltà che stanno colpendo gli impianti di produzione in Asia, la regione più colpita sia per i costi energetici che per le interruzioni del commercio globale. Karex fornisce prodotti ad alcuni dei marchi di contraccettivi più noti al mondo, ed ha anche contratti governativi per la fornitura di prodotti a enti come il Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito. Fondata dalla famiglia Goh in Malesia nel 1988, che aveva iniziato la sua attività nel settore della lavorazione della gomma negli anni ’60, Karex- che produce anche gel lubrificante, cateteri, guanti in gomma e coperture per sonde utilizzate negli esami medici – ha già dovuto fare i conti con la chiusura dell’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) da parte dell’Amministrazione Usa, che storicamente sosteneva iniziative di distribuzione di preservativi su larga scala.
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