giovedì 16 Luglio 2026

Lettera social di Gramiccioli a Ilaria Cucchi: “Mai sentito un grazie per gesto Alemanno, rimozione ideologica?”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Cara senatrice Ilaria Cucchi, la è una virtù preziosa. Soprattutto quando si sceglie di fare della giustizia e dei diritti umani la propria politica”. Comincia così la che il reporter e narratore David Gramiccioli ha inviato via Tik Tok alla senatrice di Ilaria Cucchi sul caso del fratello Stefano. “Sono la persona che accompagnò lei, sua madre e suo padre – del quale conservo ancora oggi un ricordo dolcissimo – da , allora sindaco di . Stefano era da pochi mesi e il vostro era ancora straziante. Ricordo perfettamente quella giornata in Campidoglio. Ricordo un Gianni Alemanno sinceramente colpito dalla vostra sofferenza e determinato a fare tutto ciò che era nelle sue possibilità. Non furono parole di circostanza”, scrive Gramiccioli. 

“Davanti a tutti noi prese il telefono, chiamò Maurizio Gasparri e, pochi minuti dopo, fu messo in contatto con Angelino Alfano, allora ministro della Giustizia del Governo Berlusconi quater. La conversazione durò qualche minuto. Alemanno spiegò la vostra presenza, illustrò la vicenda e chiese al Guardasigilli che venisse fatta piena luce sulla morte di Stefano. È un episodio reale, vissuto in prima persona -prosegue l’autore- Eppure, nel corso degli anni, non l’ho mai sentita ricordarlo. Come se quel gesto non fosse mai esistito. Come se fosse stato dalla memoria”. 

“Mi auguro che non sia una rimozione dettata da appartenenze ideologiche. Perché quel giorno Gianni Alemanno non agì per convenienza politica, ma per umanità. Oggi lei siede tra i banchi del Senato della Repubblica. Ha costruito una nuova vita personale e politica, trasformando il dolore in impegno . È una scelta rispettabile. Proprio per questo, però, sorprende che chi rivendica con forza la tutela dei diritti umani sembri aver dimenticato chi, in un momento drammatico della sua vita, le tese una mano senza esitazioni. La memoria dovrebbe essere selettiva solo con il rancore. Mai con la riconoscenza”, conclude.  

 

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