domenica 30 Agosto 2026

Libri: Il Procuratore de Lucia e Palazzolo scrivono l’alfabeto della nuova mafia

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –  

A come Antimafia: i mafiosi la definiscono un «bomba che scoppia all’improvviso. Può essere oggi, oppure domani, e si portano a tutti». B come Bitcoin, l’investimento del momento: «Quando li vedi salire, levaci un dieci per cento», consigliava un trafficante di droga vicino a Messina Denaro. C come Chat: non sappiamo cosa si dicevano alcuni capimafia, perché la piattaforma su cui conversavano, “No.1BC”, non è stata ancora bucata. D come droga: «Faremo arrivare un veliero carico di cocaina sulle coste di Palermo», proponeva un narcos colombiano. Cosa nostra siciliana guarda avanti, ma sta anche recuperando molto del suo passato, fra relazioni e affari. Questo racconta il nuovo libro scritto dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dall’inviato di “Repubblica” Salvo Palazzolo. Si intitola “La mafia che cambia. Dalle stragi ai bitcoin, Cosa nostra oggi” edito da Bur Rizzoli. Un alfabeto che ripercorre le parole dei padrini, come emergono dalle ultime . Parole che parlano di riorganizzazione, nonostante i colpi subiti da arresti e processi. «E dopo aver svelato le parole della mafia, c’è da costruire un linguaggio nuovo dell’antimafia», scrivono gli autori. 

 

«Noi abbiamo certe idee, certi principi che devono andare avanti», sussurrava il vecchio boss costruttore Francesco Bonura. Lo stesso concetto che stava a a un giovane mafioso in ascesa, Giancarlo Romano, ucciso il 26 febbraio di due anni fa a Palermo: «Noi abbiamo degli ideali dentro che non dobbiamo far morire mai». E come . Chiusa la stagione delle stragi, i padrini vogliono far passare l’idea che sia arrivato il momento della mafia buona, ma non è mai esistita. F come fede, i boss puntano a tornare in chiesa, quella che piace a loro. «Padre Puglisi santo… ma che miracoli ha ?», protestava un mafioso di Pagliarelli. G come giudici: le famiglie di Palermo hanno riaperto il tribunale mafioso, per punire ladri e rapinatori che infastidiscono gli imprenditori amici. H come holding: l’azienda più grande della Sicilia è quella dei prestanome. I come intimidazioni, sempre più crescenti, con metodi violenti: la mafia “buona” non rinuncia ad esercitare il controllo nei quartieri, attraverso il racket del pizzo. L come latitanza, quella di Messina Denaro è ancora piena di misteri, fra complici, talpe e tesori nascosti su cui si continua a indagare. M come media: i mafiosi odiano i giornalisti («Sono fra gli esseri più disonesti della terra», scriveva Messina Denaro citando ), e puntano su una propria comunicazione, attraverso social e neomelodici.  

N come notabili: sono sempre di più i colletti bianchi – dai burocrati ai politici – che cercano i mafiosi, per risolvere le questioni più diverse. O come onore: il boss Bonura si diceva offeso per le parole pronunciate dal presidente Sergio Mattarella, che aveva parlato dei mafiosi «come gente senza onore». P come pentiti, restano fondamentali per scardinare Cosa nostra. Q come quadro: l’opera d’ più importante rubata a Palermo, la Natività del Caravaggio, sarebbe finita in Svizzera, ha raccontato il pentito Gaetano Grado. R come rito, ci sono sempre più mafiosi riservati. S come stragi: non ci si interroga ancora abbastanza su cosa non abbia funzionato nei processi che si sono celebrati per la di via D’Amelio. T come : quanti imbrogli si fanno i boss fra di loro, raccontarli serve anche a smitizzare il fenomeno mafia. U come Usa: i mafiosi un tempo perdenti stanno tornando dagli States e puntano a riprendersi Palermo con i loro patrimoni mai sequestrati. V come verità: Messina Denaro voleva riscrivere la sua storia. W come welfare: la cassa assistenza di Cosa nostra ha un gran da fare per sostenere le famiglie dei carcerati. Z come zona franca: ce ne sono diverse, purtroppo, non solo nelle periferie del Sud, ma anche nelle carceri e pure nei palazzi delle istituzioni, luoghi dove i mafiosi sono tornati a imporre le loro

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