mercoledì 19 Agosto 2026

Malore in mare, ragazza rischia di annegare a Gaeta: salvata da due agenti

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Momenti di sulla spiaggia di Piana di Sant’Agostino a Gaeta in provincia di , dove una giovane bagnante è stata colta da un malore improvviso, mentre si trovava in acqua. La ragazza, originaria di , ha perso i sensi tra le onde nel giorno di ed è stata salvata grazie al tempestivo di due appartenenti alle forze dell’ordine che si trovavano in spiaggia con le rispettive famiglie. 

A notare subito la gravità della situazione è stato Nicola Scala, poliziotto penitenziario in servizio alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. La giovane gli aveva appena detto di sentirsi male. Scala l’ha accompagnata verso la riva, ma prima di raggiungere la spiaggia lei è svenuta. In suo aiuto è arrivato anche un altro agente, originario di Lusciano e in servizio al commissariato di Afragola. 

I due poliziotti hanno adagiato la ragazza su un lettino e avviato le prime manovre di soccorso, liberando le vie respiratorie e stabilizzandola. Poco dopo sono intervenuti alcuni presenti in spiaggia, che hanno proseguito le operazioni d’emergenza praticando anche il massaggio cardiaco, mentre veniva richiesto l’arrivo dell’eliambulanza. La giovane è stata trasportata all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. 

 

“Esprimiamo il nostro apprezzamento e il nostro orgoglio per il comportamento di Nicola Scala e del collega (di Lusciano) intervenuto con lui”, dichiarano Vincenzo Berrini, segretario provinciale del autonomo penitenziaria (Sappe) e Donato Capece, segretario generale. “Ancora una volta due poliziotti penitenziari, pur liberi dal servizio, hanno messo a disposizione della comunità professionalità, coraggio e senso del dovere”. 

Per i rappresentanti del sindacato, l’episodio “racconta perfettamente il ruolo sociale della polizia penitenziaria: l’uniforme si toglie a fine turno, ma non vengono meno valori, preparazione e . Hanno fatto ciò che ogni appartenente al Corpo sente di dover fare: intervenire davanti a un pericolo e aiutare chi ha bisogno”.  

Berrini e Capece ribadiscono anche la necessità di un riconoscimento concreto del lavoro svolto quotidianamente dagli . “Non sono soltanto operatori negli istituti penitenziari: sono cittadini al servizio dei cittadini, un presidio di sicurezza e umanità anche fuori dall’orario di lavoro – concludono – . Alla ragazza coinvolta rivolgiamo l’augurio di una pronta e completa ripresa”. 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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