(Adnkronos) – A poche settimane dall’uscita di ‘Malamilano’, il nuovo album dei MotelNoire, in arrivo il 29 maggio, Domenico ‘Nik’ Castaldi, frontman e chitarrista della band, racconta all’AdnKronos di un disco che affonda le mani nelle contraddizioni della città e nelle cicatrici di un’intera generazione. Undici brani che raccontano periferie, notti difficili, nostalgia, rabbia e appartenenza, restituendo la realtà per quella che è. Nato dall’incontro con Tino Stefanini, storico esponente della banda della Comasina, legata agli anni di Renato Vallanzasca, ‘Malamilano’ diventa il racconto di una Milano fatta di luci e ombre, capace di essere allo stesso tempo madre accogliente e metropoli spietata. Un disco che guarda alle radici della band, cresciuta tra Sesto San Giovanni, sale prova storiche e live nei locali della città, e che riporta i MotelNoire a quello spirito originario che li accompagna dal 1999.
“Con i MotelNoire siamo una band dal 1999 – racconta Nik – Ci siamo formati nelle periferie di Milano, precisamente a Sesto San Giovanni. Ci siamo conosciuti all’interno di uno studio storico, dove transitavano tantissimi nomi, dai più famosi a quelli meno conosciuti, come Bluvertigo e Quartiere Latino. È lì che abbiamo iniziato a scrivere la nostra musica. Abbiamo fatto davvero di tutto: concerti, live, pubblicato dischi e aperto tour importanti, dai Lacuna Coil a Le Vibrazioni e tanti altri e collaborato con nomi molto importanti della musica, come Federico Zampaglione e tanti altri artisti italiani e internazionali. A un certo punto, abbiamo sentito l’esigenza di fermarci e cercare nuova ispirazione”.
Circa un anno e mezzo fa, mentre la band staba scrivendo materiale nuovo e cercando nuove tematiche, Nik è stato contattato da “un grande amico”, Tino Stefanini, uno degli ultimi sopravvissuti della banda della Comasina, quella legata a Renato Vallanzasca. “Sono andato a trovarlo e mi ha raccontato la sua storia. Mi ha detto: ‘Vorrei che diventasse una canzone ma non il solito brano. Vorrei che diventasse qualcosa di speciale e che raccontasse anche l’umanità che c’era dietro quello che abbiamo vissuto’. Da lì è nata una canzone molto elegante e nostalgica, che racconta quegli anni, la città e il modo in cui vivevano quelle persone. Anche se erano malviventi, io li definirei quasi dei Robin Hood, perché aiutavano chi era in difficoltà nel quartiere”. Così è nata ‘Malamilano’, una titletrack alla quale ha collaborato anche un grande amico dei MotelNoire, Jake La Furia. “Io e Jake ci conosciamo da tanti anni – spiega Nik – da un concerto fatto insieme per un evento speciale. Lui conosceva Tino, io conoscevo Tino, gli ho fatto ascoltare il pezzo e da lì è nata questa collaborazione meravigliosa. Jake comparirà anche nel videoclip”.
‘Malamilano’ rappresenta bene le luci e le ombre della città. “È una traccia che racconta tutto l’arcobaleno chiamato Milano, dai colori più chiari a quelli più scuri – evidenzia il cantante -. Racconta la Milano più calda delle periferie, quella difficile ma anche la città che abbiamo sempre amato e che ci ha cresciuti, accompagnandoci fino a oggi e dandoci tante opportunità. C’è anche un filo di nostalgia, perché spesso è stata vissuta come un grande parcheggio: si arrivava, si prendeva ciò che serviva e si andava via senza troppi legami”. Nel disco spicca il brano ‘Milano sei una favola’, “l’unica vera canzone d’amore dell’album ed è una dedica alla nostra città”. La traccia, in chiusura del disco, “è più dolce” e quasi “doverosa” nei confronti di Milano. Il disco vanta diverse sfumature. “In brani come ‘Killer’ e altri, raccontiamo il caos, la frenesia, le difficoltà e il tema della sicurezza – sottolinea -. In fondo è un modo per raccontare la vita attraverso una metropoli, perché Milano, come tutte le grandi città, è piena di contraddizioni ma anche di vita”. In oltre vent’anni di scena musicale, osserva Nik, la band ha vissuto sulla propria pelle tanti cambiamenti. “Quando eravamo giovani Milano sembrava Las Vegas – spiega – a ogni angolo c’era un locale con musica dal vivo, negozi di strumenti musicali e di dischi. Erano veri luoghi di aggregazione dove si incontravano persone di ogni età unite dalla musica”.
Oggi tutto questo è cambiato. “Molti negozi hanno chiuso, fare musica dal vivo è diventato sempre più difficile e la musica sembra consumarsi velocemente, diventando subito ‘vecchia’”. Anche la città è cambiata molto. “È diventata più contaminata culturalmente ma anche meno sicura – rimarca il frontman -. Un tempo si poteva uscire tranquillamente la sera e tornare a casa serenamente, oggi invece ci sono zone dove hai paura perfino di passare. Noi abbiamo vissuto tutta questa trasformazione: dalle cabine telefoniche all’intelligenza artificiale, dalle sottoculture punk e dei paninari fino ai maranza di oggi. È cambiata la città, è cambiata la vita e siamo cambiati anche noi ma non ci siamo mai fatti cambiare dalle mode: abbiamo cercato di capirle senza inseguirle”. Per questo hanno realizzato un album completamente fuori dai cliché, cercando strade diverse da quelle convenzionali: “Milano rimane comunque la città italiana della musica, una città che ha ancora tantissimo da offrire. Come tutte le grandi metropoli bisogna saper scegliere bene, perché è piena di opportunità ma anche di tranelli. Il problema oggi è che è diventata estremamente costosa e allo stesso tempo poco sicura. Parlo anche da padre: la paura c’è, le strade sono difficili, soprattutto per i giovani e per gli studenti. Il caro vita è arrivato a livelli assurdi e spero davvero che chi governerà la città in futuro metta al primo posto la sicurezza e il benessere dei cittadini”.
C’è poi un tema importante legato all’integrazione. “Milano rischia di ghettizzarsi – fa noate Nik – ci sono quartieri che stanno diventando quasi impenetrabili e bisogna lavorare su una vera integrazione culturale. Io non sono assolutamente razzista, anzi, mi considero un abitante del mondo, ma è un tema che va affrontato seriamente”. Nel corso degli anni, i MotelNoire hanno collaborato con tantissimi artisti. “Jake La Furia ha dato un valore aggiunto enorme a questo disco. C’è anche Andy dei Bluvertigo, che ha suonato il sax in due brani dando quel tocco molto anni Ottanta che cercavamo”. Per quanto riguarda il live del 16 maggio ai Magazzini Generali, “per noi ha un valore simbolico enorme. Lì si chiuderà un primo cerchio. ‘Malamilano’ verrà suonato in uno dei templi della musica milanese e non vogliamo creare una semplice esibizione ma una vera comunione di ricordi. Speriamo davvero che sia una serata magica”. (di Federica Mochi)
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