martedì 18 Agosto 2026

Omicidio bracciante a Taranto, 15enne confessa: “Coltellate per difendere gli amici”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere davanti al gip del dei minorenni di Taranto ma hanno reso dichiarazioni spontanee i quattro giovanissimi (due di 17 e due di 15 anni) che sono stati sottoposti a per l’omicidio del migrante del Mali, Sacko Bakari, 35 anni, bracciante agricolo residente regolarmente in Italia la mattina del 9 scorso in Fontana, vicino alla città vecchia. Il che ha ammesso di aver sferrato i mortali con un coltello, che poi ha fatto ritrovare, ha detto di averlo fatto perché avrebbe una situazione pericolosa per i suoi amici. Per l’omicidio sono stati sottoposti a fermo anche due maggiorenni, rispettivamente di 19 e 22 anni. All’inizio il migrante è stato preso a calci e pugni dal gruppo dopo che, sempre secondo quanto riferito dai minorenni questa mattina, sarebbe scoppiato un battibecco tra Bakari e i giovani. Nella versione fornita la discussione si sarebbe ulteriormente accesa dopo che il migrante avrebbe iniziato a fare un . I giovani hanno sostenuto che, alla richiesta di spiegazioni, Bakari avrebbe risposto in modo da loro ritenuto inadeguato.  

Gli altri tre, durante la e il parapiglia, non si sarebbero accorti che il 35enne maliano era stato colpito dalle coltellate. Per questo, dopo averlo visto esanime, avrebbero pensato che stesse fingendo di stare male. Secondo gli inquirenti il 35enne sarebbe stato colpito a calci e pugni anche dopo aver ricevuto le coltellate mortali. Il gip si è riservato la decisione sulla convalida del fermo e sulla eventuale misura cautelare. 

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