mercoledì 16 Settembre 2026

Oncologo Pietrantonio: “Tislelizumab con chemioterapia più efficace in gastrointestinali”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Oggi, in un sottogruppo di pazienti” con cancro gastrointestinale “piuttosto ampio, identifichiamo una specifica caratteristica biologica di responsività all’immunoterapia, rilevabile attraverso il del biomarcatore Pd-L1 sul tessuto tumorale. Questa ci permette di selezionare i pazienti che possono beneficiare di un trattamento personalizzato: la chemio-immunoterapia. Nello specifico, si tratta dell’associazione di tislelizumab – un immunoterapico di nuova generazione – con la chemioterapia standard, garantendo così l’opzione terapeutica più efficace per il del paziente”. Lo ha detto Filippo Pietrantonio, responsabile dell’Oncologia medica gastroenterologica alla Fondazione Irccs Istituto tumori di Milano, intervenendo oggi nel capoluogo lombardo all’incontro con la stampa organizzato in occasione del rimborso di tislelizumab in combinazione con chemioterapia in prima linea nel carcinoma gastrico ed esofageo, e in monoterapia in seconda linea nelle neoplasie di esofago e polmone. 

“Il carcinoma gastrico è una estremamente aggressiva – spiega l’oncologo – Circa l’80% dei casi viene diagnosticato in fase avanzata o evolve verso una condizione metastatica. In questo scenario, l’approccio terapeutico iniziale è fondamentale, poiché condiziona sensibilmente il decorso successivo della “. 

Nell’ambito dei tumori gastrointestinali, i fattori di rischio “sono molteplici e riconducibili sia alla familiarità, sia allo stile e a fattori ambientali – chiarisce Pietrantonio – Se ci concentriamo sul gastro-esofageo, tra le cause più rilevanti figura l’ da Helicobacter pylori, che può essere eradicata agevolmente tramite terapia antibiotica. Tuttavia, pesano in modo significativo anche le abitudini quotidiane: un’alimentazione povera di frutta e verdura, l’elevato consumo di carni processate o cotte ad alte temperature, il fumo e l’alcol. Non va sottovalutata inoltre l’obesità. La vita sedentaria e il reflusso gastroesofageo protratto per anni, tipici dello stile di vita occidentale, rappresentano fattori di rischio determinanti”, conclude. 

cronaca

webinfo@adnkronos.com ( Info)

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