giovedì 13 Agosto 2026

Raffaella Carrà, il figlio Gian Luca Pelloni Bulzoni: “Mi ha adottato dopo la diagnosi della malattia”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) –
Gian Luca Pelloni Bulzoni, figlio adottivo di Raffaella Carrà, parla per la prima volta della sua adozione in occasione della presentazione della Fondazione Raffaella Carrà ETS, di cui è fondatore e presidente. Il racconto parte dal 22 aprile 2020, in pieno lockdown, quando alla Carrà venne diagnosticata la malattia. “Tocco un tasto un profondo”, premette, ricordando i giorni trascorsi all’Argentario (località amata dalla celebre cantante e conduttrice, morta nel 2021), la decisione di rientrare a Roma e l’appuntamento fissato per il 4 con uno specialista. “Gli dicono che questo è uno dei più brutti tumori che poteva avere Raffaella, che era polmoni”. In quelle ore sospese, Pelloni la osservava scrivere in ufficio. “Le dissi: ‘Cosa stai scrivendo?’ E lei mi disse ‘il testamento'”. Una rivelazione che lui definisce “una botta tremenda”. 

Il giorno successivo, davanti Sergio Japino (compagno di Carrà per oltre 15 anni, i due poi hanno continuato a lavorare insieme anche dopo la rottura), arrivò la richiesta che avrebbe cambiato tutto. “Mi chiamò in ufficio, mi disse: ‘Per portare avanti tutte queste cose che io ho in tutti questi anni e conoscendomi tu perfettamente vorrei adottarti”. Una proposta che lo colse impreparato: “Mi ha preso veramente alla sprovvista”. Raffaella, però, gli lasciò il di pensarci, con la determinazione che la caratterizzava: “Va bene, ti lascio tutto il tempo che vuoi, basta che me lo dici subito”. E lui, ancora frastornato, rispose semplicemente: “Ok, va bene”.  

Pelloni Bulzoni poi ribadisce che l’adozione non sarebbe rimasta nascosta: era una scelta che prima o poi sarebbe stata condivisa pubblicamente. “La domanda sulla mia identità sarebbe stata inevitabile, da presidente della Fondazione”, dichiara rispondendo a chi gli chiede se il suo nome sarebbe comunque emerso anche senza il legale relativo al musical ‘Ballo Ballo’, per abbinamenti promozionali giudicati non idonei, come l’offerta di biglietti legata a promozioni di cibo e bevande.  

Precisa inoltre un aspetto legato alle sue origini: “I miei non ci sono più: mio padre è morto nel 2004, mia madre nel 2016″. Sulla questione è intervenuta l’avvocato Barbara Giaquinto (per Carrà ha curato l’adozione): “Il consenso genitoriale previsto in un procedimento del , quindi, non era necessario perché i gentori di Gian Luca non erano più presenti”. Inoltre, “la signora Carrà non era sposata, non aveva figli e non aveva bisogno di chiedere consensi. Il requisito della distanza d’ era rispettato, e soprattutto c’era la volontà da entrambe le parti di intraprendere un percorso insieme”.  

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