sabato 31 Ottobre 2026

Russia, il Cremlino a Salvini: “Il ritorno del gas in Europa è possibile se ci conviene”

Di La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

(Adnkronos) –
Il Cremlino apre alla possibilità di un ritorno del gas russo sul europeo, come ipotizzato dal vice premier italiano Matteo Salvini, ma precisa che la questione sarà valutata sulla base della convenienza economica e della disponibilità dei volumi necessari. “Si tratta di una questione commerciale”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di Salvini, secondo quanto riferito dall’agenzia Interfax, sulla possibilità concreta che l’Italia torni ad importare gas dalla alla fine della guerra in Ucraina. “Bisogna valutare se queste forniture sono redditizie e se riusciamo a garantire i volumi di gas necessari, dato che molti volumi sono già stati dirottati verso destinazioni alternative”, ha spiegato. “Se queste due circostanze coincidono, allora è assolutamente possibile discuterne”, ha aggiunto Peskov. 

“La riunione a Milano tra gli imprenditori italiani e il vicepresidente del Consiglio dei Ministri Italiani, il signor Salvini, è la prova dell’inizio del ritorno dell’establishment italiano al realismo, al pragmatismo e al buon senso. Spero che le valutazioni fatte siano trasferite ad altri leader del italiano e ai ministri competenti”, ha scritto su Facebook l’ambasciatore russo in Italia all’indomani dell’ fra il leader della Lega e i rappresentanti delle aziende italiane che continuano a lavorare in Russia. 

“Vediamo che la vasta maggioranza del europeo occidentale, compreso quello italiano, chiede quanto risponda il corso attuale anti-russo dei loro agli interessi sia degli Stati che dei loro popoli – ha scritto il diplomatico – Più e più circoli commerciali e imprenditori italiani, che hanno con i propri occhi come le loro capacità si sono ridotte dopo che l’Ue ha dichiarato una guerra ibrida contro la Russia”. Paramonov ricorda che “la cooperazione energetica tra Russia e Italia è praticamente completamente cessata, è stato causato un grave danno al reciproco, diminuito quasi dieci volte: non è possibile sostituire i volumi di risorse energetiche disponibili a prezzo di mercato che precedentemente provenivano dalla Russia, non è possibile trovare rapidamente e in modo efficace nuove nicchie per gli esporti tradizionali italiani”.  

“Non molto tempo fa, sotto le severe proibizioni del governo italiano, le discussioni aperte su questo argomento erano praticamente non esistenti – lamenta ancora l’ambasciatore – e l’argomento veniva sollevato occasionalmente in ambito industriale o nei media di . Ora, come possiamo vedere, il tema delle relazioni con la Russia e le conseguenze del corso anti-russo per l’economia italiana stanno diventando sempre più oggetto di ampio dibattito pubblico, incluso tra imprenditori e rappresentanti di diverse forze politiche e movimenti, sia all’interno della coalizione governativa che nel campo dell’opposizione”. 

Dunque, secondo Paramonov, “si scopre che l’Italia sta iniziando a tornare alla ragione e a rendersi conto che il prezzo pagato per partecipare alla politica antirussa di Bruxelles è estremamente alto. La comprensione si sta diffondendo che questo corso era sbagliato e che sarebbe consigliabile iniziare a pensare a modi per ripristinare e ricostruire i legami economicamente separati con la Russia”. 

—

internazionale/esteri

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata