mercoledì 14 Ottobre 2026
Meloni, Tajani e Salvini. ANSA_Angelo Carconi

Scade oggi il Pnrr, il grande flop del governo Meloni: sanità, treni e case di comunità restano solo promesse

Nel giorno dello stop ai lavori finanziati con il Piano di ripresa e resilienza, i ministeri entrano in agitazione. Quello di Salvini è il meno efficiente, ma i fallimenti si registrano a macchia di leopardo in ogni ambito

Di Laura Laurenzi
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Il governo Meloni ha fallito nella gestione dei 190 miliardi di euro del , il Piano nazionale di ripresa e resilienza che, dopo la pandemia da -19, avrebbe dovuto risanare i conti del Paese e dare uno scossone sia all’economia che alle infrastrutture e ai vari settori strategici e sociali. In vista della rendicontazione finale del 31 agosto, la spesa reale è ferma ad appena il 52% delle risorse. Con la scadenza del 30 giugno ormai superata, l’Italia si trova a dover rinunciare ai fondi non impiegati in opere concrete.

La Commissione europea ha versato al nostro Paese più di 190 miliardi di euro, di cui circa 122 miliardi dovranno essere restituiti in ogni caso in quanto dati in prestito. Secondo l’ultimo aggiornamento Openpolis, però, la spesa reale del Pnrr è ferma al 52% delle risorse totali assegnate. Quindi, quasi la metà del progetto è rimasta pura teoria.

Da Meloni solo propaganda sul Pnrr

La sanità, i trasporti, i dedicati alle famiglie e il settore dell’istruzione si trovano in una situazione ben peggiore rispetto a quella del 2020. Tutti i post elogiativi di Giorgia Meloni sulla velocità con cui il governo italiano ha ottenuto le diverse del Piano, con la costante specifica di essere il Paese ad averle ricevute per primo, perdono senso. Il suo stesso esecutivo, infatti, non è riuscito a trasformare questi finanziamenti in opere concrete.

Il ministero di Salvini è il meno efficiente

Il 31 agosto è prevista la rendicontazione su quanto compiuto con questi fondi e i ministeri già entrano in allarme. Il timore è che presto venga dimostrata la loro di rispettare gli impegni presi. Il ministero più in ritardo è quello di Matteo Salvini. Il flop dei cantieri sulle ferrovie italiane è divenuto palese in questi giorni con i ritardi e le cancellazioni subite dai vari convogli su tutto il territorio nazionale. Neanche il cambio ai vertici di Ferrovie dello è riuscito ad allontanare le polemiche dalla figura del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. I ritardi e le mancanze, però, si contano un po’ in tutti gli ambiti.

Il flop delle case di comunità nel Pnrr

Il vuoto più grave si conta sul versante delle assunzioni. Le stime sui contratti a tempo determinato negli ultimi quattro anni non sono migliorate, anzi sono aumentati il e le assunzioni a termine. Dati su cui il governo Meloni preferisce soprassedere. Il progetto delle case di comunità, ovvero le strutture socio sanitarie di prossimità introdotte dal Servizio Sanitario Nazionale per cercare di alleggerire il peso su e pronto soccorso, si è rivelato un fallimento. Su 1.722 previste solo 66 sono state attivate, ma saranno comunque gestite da “gettonisti” o, solo per qualche ora a settimana, dai medici di base che hanno accettato il contestatissimo accordo con il ministero della Salute.

Niente asili nido o fondi per l’ambiente

Poco e niente anche sul fronte degli asili nido pubblici, necessari per permettere alle famiglie di avere un luogo sicuro e a basso costo in cui lasciare i propri piccoli in vista del ritorno al lavoro. Per farli funzionare sarebbero serviti 1,6 miliardi l’anno di spesa corrente e l’assunzione di 37mila educatori. Nulla di tutto questo è stato ritenuto prioritario. I fallimenti si registrano anche nella lotta al caporalato, con la spesa ferma all’1,2% del totale. In più, pesa la mancanza di azione nei campi della creazione di aree verdi in città e della rigenerazione urbana. Il climatico e il surriscaldamento globale continuano a mettere in pericolo la popolazione, con il governo che preferisce ignorare l’.

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