venerdì 11 Settembre 2026

Scuola, Cirfood: per il 94% delle famiglie la mensa è molto più di un momento di ristoro

Di La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

(Adnkronos) – All’avvio del nuovo anno didattico, la mensa scolastica si conferma molto più di un luogo in cui consumare il pranzo. Per le rappresenta un servizio essenziale per accompagnare bambini e bambine nella costruzione di abitudini alimentari sane, varie e durature, organizzare la quotidianità, conciliando lavoro e cura dei . È quanto emerge dalla ricerca ‘Food Trend 2026 – sulle famiglie italiane: ristorazione scolastica’, realizzata da Teha Group, The European House-Ambrosetti per l’Osservatorio Cirfood District. L’indagine, condotta nel giugno 2026, ha coinvolto un campione di 853 famiglie italiane con almeno un figlio o una di età compresa tra 1 e 11 anni che usufruisce del servizio di ristorazione scolastica. Per il 94% delle famiglie, la mensa scolastica è molto più di un semplice momento di ristoro. Essa rappresenta, infatti, un servizio che accompagna la quotidianità delle famiglie e costituisce un vero e proprio pilastro per un corretto work-life balance, secondo il 50% dei , contribuendo a rendere più sostenibile l’organizzazione tra tempi di lavoro, scuola e cura dei figli. Allo stesso , il consumato insieme assume un valore relazionale e educativo: il 58% delle famiglie riconosce infatti nella mensa un’importante occasione di condivisione e socialità. Un luogo in cui bambini e bambine non solo mangiano, ma imparano a stare insieme, sperimentano nuove abitudini e vivono il cibo come parte integrante del proprio percorso di crescita. 

È proprio nell’intreccio tra queste diverse funzioni che emerge il valore della ristorazione scolastica come vera e propria infrastruttura sociale. In una in cui l’organizzazione del lavoro e della vita familiare diventa sempre più complessa, questo servizio rappresenta un presidio essenziale: garantisce ogni giorno pasti sicuri, equilibrati e adeguati alle esigenze dei bambini e delle bambine, sostiene le famiglie nella gestione della quotidianità, favorisce la socialità e contribuisce a diffondere una maggiore consapevolezza alimentare. Un servizio capace, quindi, di generare valore educativo, organizzativo ed economico per le famiglie e per l’intera comunità. “Questi dati mostrano con chiarezza come la ristorazione scolastica sia parte integrante del percorso di crescita di bambine e bambine e dell’organizzazione quotidiana delle famiglie – dichiara Daniela Fabbi, Direttore Comunicazione e Cirfood – Il pasto a scuola non risponde soltanto a un bisogno concreto, ma offre uno spazio educativo, di socialità e di scoperta, contribuendo inoltre a creare condizioni più favorevoli alla conciliazione tra vita privata e lavoro. È in questo equilibrio tra servizio, cura e responsabilità educativa che esprime pienamente il proprio valore per le persone e per le comunità. Per questo, auspichiamo che continuino ad aumentare le scuole con servizio mensa nel nostro Paese, perché purtroppo oggi solo 1 alunno su 2 ha accesso alla refezione scolastica”. 

Il ruolo educativo della ristorazione scolastica è riconosciuto dalla quasi totalità delle famiglie: per il 91% delle stesse, il servizio contribuisce in modo significativo alla diffusione di una corretta cultura del cibo e all’educazione delle nuove generazioni a un’alimentazione sana. La mensa diventa così un vero e proprio luogo di apprendimento quotidiano, nel quale bambini e bambine possono familiarizzare con un’alimentazione varia ed equilibrata, sviluppare maggiore consapevolezza nelle proprie scelte e acquisire abitudini destinate ad accompagnarli nel tempo. Un percorso che affianca il ruolo educativo delle famiglie e trasforma il momento del pasto in un’occasione concreta di crescita. La mensa contribuisce anche ad ampliare le esperienze alimentari dei bambini e delle bambine. 6 famiglie su 10, infatti, dichiarano che, al pasto consumato a scuola, i propri figli e figlie mangiano cibi che a casa tendono a rifiutare oppure hanno iniziato a conoscere nuovi alimenti, successivamente introdotti anche nell’alimentazione domestica. Al contempo, la ristorazione scolastica si conferma un presidio di accessibilità e inclusività: il 21% dei genitori, infatti, richiede per i propri figli diete speciali per motivi sanitari (allergie o intolleranze), etici o religiosi. Andamento in crescita che genera importanti complessità organizzative. La ricerca analizza anche la percezione economica del servizio. A fronte di un costo giornaliero medio, dichiarato da chi ha figli da 1 a 11 anni che pranzano a scuola, di soli 5,20 euro per pasto (il quale comprende generalmente primo, secondo, contorno, pane, acqua e frutta e, in molti casi, anche la merenda), il 62% delle famiglie ritiene il prezzo in linea con il livello del servizio ricevuto, mentre il 14% lo giudica persino contenuto. Complessivamente, quindi, 3 famiglie su 4 percepiscono la mensa come un investimento capace di offrire alle famiglie un servizio completo e continuativo a fronte di un prezzo ritenuto, adeguato o addirittura troppo basso. La valutazione appare quindi legata non soltanto al pasto in sé, ma all’insieme delle funzioni garantite quotidianamente dal servizio e al valore concreto che questo genera nell’organizzazione familiare, tant’è che 1 famiglia su 3 cambierebbe la scuola qualora si interrompesse il servizio di mensa scolastica nell’Istituto frequentato dai propri figli. 

A questo link è possibile scaricare tutti i contenuti della ricerca condotta da TEHA Group per l’Osservatorio CIRFOOD DISTRICT:https://osservatorio.cirfood-district.com/it/ristorazione-scolastica-un-servizio-essenziale-per-famiglie-educazione-alimentare-e-benessere-delle-nuove-generazioni
 

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata