(Adnkronos) – “Perché continuiamo ad amare le storie di fantascienza? Perché nutriamo ancora la speranza che ci sarà un futuro e che un giorno andremo davvero nello Spazio. Prima, però, dobbiamo affrontare imperi malvagi qui sulla Terra, prima di poter lavorare insieme e mandare nello Spazio astronavi con equipaggi di uomini e donne per scoprire se là fuori ci siano davvero altre forme di vita. E io sono abbastanza sicura che ci siano. Sono sempre stata affascinata da questo”. Così Sigourney Weaver, icona dei film di fantascienza grazie ad ‘Alien’ ‘Ghostbusters’ ed ‘Avatar’, in collegamento da Londra insieme al collega e attore Pedro Pascal per raccontare ‘The Mandalorian and Grogu’, nelle sale italiane dal 20 maggio con The Walt Disney Company Italia. “In ‘Star Wars’ – sottolinea l’attrice, che interpreta un Colonello della Nuova Repubblica – non importa quante teste o code abbiano gli esseri che vivono quella galassia ‘lontana lontana’, riescono ad andare d’accordo e a bere insieme in un bar. È una visione molto ottimista e piena di speranza del nostro domani, e spero davvero che ci arriveremo”.
A sette anni dall’ultimo film della saga, Star Wars torna finalmente al cinema e lo fa con un progetto che segna un passaggio di fase per Lucasfilm e per l’immaginario collettivo: riporta il pubblico nella galassia ‘lontana lontana’ e inaugura la nuova era guidata da Dave Filoni dopo l’uscita di scena di Kathleen Kennedy. A orchestrare il ritorno è Jon Favreau, uno dei nomi più influenti dell’industria contemporanea che ha trasformato la serie Disney+ ‘The Mandalorian’ in un fenomeno globale. La pellicola non è un semplice “episodio lungo”, precisa il regista: “Volevo essere certo che funzionasse come film. In tv puoi dare per scontato che il pubblico conosca tutto, al cinema no. Dovevamo partire da una nuova avventura, un nuovo script, e sfruttare davvero la sala, l’Imax, il grande schermo”. Nel film tornano il cacciatore di taglie mandaloriano Din Djarin (Pascal, che lo interpreta anche nella serie) e Grogu (per tutti Baby Yoda): ora impegnati in una missione per conto della Nuova Repubblica – nata per proteggere tutto ciò per cui l’Alleanza ribelle ha combattuto – che li porta a incrociare figure non nuove ai fan della saga, come Rotta the Hutt (animato dalla voce di Jeremy Allen White), figlio di Jabba. “È il rapporto creativo più lungo che abbia mai avuto. Sono cresciuto guardando Star Wars, i miei primi ricordi al cinema sono legati a questa saga”. E aggiunge: “Grazie a Favreau oggi posso sedere accanto a una delle mie icone: Sigourney Weaver”.
‘The Mandalorian and Grogu’ è una storia di speranza, un ingrediente della saga molto caro a George Lucas, creatore di ‘Guerre stellari’. Ma è anche un ritratto universale del rapporto tra padri e figli. Il film lo racconta attraverso Rotta the Hutt che, come dice nel film, ha vissuto nell’ombra del padre pagando il prezzo dei suoi errori, e il legame tra Din Djarin e Grogu: “Queste storie fantasy diventano in qualche modo metafore delle nostre vite reali”, osserva Favreau, che aggiunge: “Nella serie così come nel film c’è molto del rapporto con mio figlio”. Uno degli elementi più emozionati nel rapporto tra “Mando” e Grogu “è il loro essere orfani che si sono trovati”, spiega Weaver. Dal loro incontro “credo che in Din si sia risvegliato un forte istinto paterno e lo si vede quando fa di tutto per proteggerlo o per essere per lui una guida”. Il cast vanta anche un cameo speciale: quello di Martin Scorsese che presta la voce a una creatura aliena: “Lui per me è un eroe, sono cresciuto guardando i suoi film”, dice Favreau. “L’ho conosciuto sul set di ‘The Wolf of Wall Street’, ho imparato molto”. Durante le lavorazioni di ‘The Mandalorian and Grogu’ “Scorsese è stato libero e giocoso. Io, invece, ero intimidito. Lui, però, mi ha messo subito a mio agio”, conclude.
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